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La piscina resta un rebus Tante incognite sul piano

di Daniele Montanari
La piscina resta un rebus Tante incognite sul piano

Pavullo. Lo stop imposto dalla Sovrintendenza ha spiazzato Comune e Csi Si pensa a ristrutturare la vecchia struttura o a spostarla ma il bando va rivisto

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PAVULLO. Nessuna rottura sulla piscina, ma volontà da parte di tutti di evitare scontri e penali per accelerare il più possibile la realizzazione di un progetto che Pavullo attende da più di cinque anni, ma su cui adesso incombono pesanti incognite tecniche, tutte da approfondire. È la conclusione del summit urgente convocato in municipio su richiesta dei vincitori del bando di costruzione e gestione, che hanno voluto sondare le intenzioni dell’amministrazione Biolchini a seguito degli inattesi sviluppi autorizzativi. Ovvero, lo stop della Soprintendenza, che con lettera del 17 giugno scorso ha “congelato” il progetto di costruzione (per 3,6 milioni) di un nuovo impianto nell’area dei campi da tennis rilevando la presenza di un vincolo paesaggistico legato alla vicinanza dei campi al Parco Ducale. Una tutela risalente alla vecchia legge Galasso del 1985 sulla conservazione del patrimonio paesaggistico e ambientale, che non consente di cambiare l’assetto dei luoghi in assenza di accordo tra Soprintendenza e Regione.

«Questo Ufficio sospende l’assenso di massima al progetto illustrato, per il quale peraltro non si era espresso parere vincolante - ha scritto il soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi - per la necessità di effettuare opportuni accertamenti in merito».

Un vero colpo di scena, perché ovviamente il Comune prima di stendere il progetto aveva chiesto l’ok alla traslazione della struttura sui campi, ed era arrivato un sostanziale via libera da Bologna. Poi la brusca frenata, in seguito agli ulteriori elementi tecnici portati all’attenzione da Italia Nostra.

«E adesso che si fa?», si stanno chiedendo tutti in paese. Il neosindaco Luciano Biolchini non ha fatto certo mistero nelle settimane scorse di non amare il progetto in questione, ma riconoscendo l’urgenza di dotare Pavullo di un impianto coperto. E a questo punto le ipotesi più probabili sono o di ricavarlo dalla ristrutturazione del vecchio stabile, o di costruirlo in una terza area al di fuori dei campi. Scenario quantomai magmatico (e anche preoccupante per i tempi), dunque, che ha comprensibilmente portato l’associazione di imprese vincitrici del bando (il Csi Modena insieme ai progettisti dell’Archilinea di Sassuolo e i costruttori della Sicrea di Reggiolo) a chiedere chiarimenti.

«È stato un incontro conoscitivo in attesa degli approfondimenti tecnici - spiega Stefano Gobbi, presidente del Csi Modena - ma direi molto positivo nella sostanza. La nuova amministrazione ci ha confermato di ritenere prioritaria la realizzazione della piscina e di essere intenzionata a mantenere fede al contratto di appalto che abbiamo sottoscritto nel 2015, senza rotture né penali. Ma adesso si apre una fase non certo semplice dal punto di vista tecnico: se viene confermato il no all’edificazione sui campi, il progetto va calato in un’area differente, che sia quella della vecchia piscina o altra, e poi riapprovato in via definitiva».

E questo vuol dire anche revisione completa dei costi: reggerà il bando già assegnato a un tale restyling? «La nostra disponibilità a collaborare è massima - garantisce Gobbi - perché crediamo tantissimo nelle potenzialità della nuova piscina e vogliamo dare al più presto a Pavullo il servizio che merita».

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