Marijuana sul tetto del palazzo inagibile di Novi
I carabinieri denunciano due ragazzi che avevano allestito una piantagione nella struttura distrutta dal sisma
NOVI. Coltivavano una piantagione di marijuana sul terrazzo di un palazzo inagibile a in pieno centro a Novi. Un posto così impensabile da passare per qualche tempo inosservato. Certamente un posto “sicuro” visto che le condizioni dell’edificio, già fatiscente prima del terremoto, si erano decisamente aggravate dopo le scosse, rendendo l’area pericolosa e conseguentemente transennata. Eppure per ciò stesso “protetta” dai sospetti che qualcuno ne facesse un laboratorio botanico per la produzione di sostanze stupefacenti. Basta pensare che di fronte ci sono le Poste e un palazzo ancora più alto, regolarmente abitato da tante famiglie.
Ma il pollice verde della coppia di giovani e sprovveduti novesi, un 20enne e un quasi 30enne, alla lunga li ha traditi. Perché qualcuno alla fine non ha potuto non accorgersi di quelle frequentazioni notturne dell’edificio, che un tempo ospitava un cinema. E la singolare frequentazione è arrivata all’orecchio dei carabinieri di Novi che dapprima hanno effettuato qualche appostamento in borghese, e le preventive indagini per dare un perché a quella situazione. Poi, nei giorni scorsi, in perlustrazione nell’edificio inagibile ci sono andati i carabinieri, accompagnati come prevede la legge dai vigili del fuoco, previa autorizzazione del Comune. E così, avventurandosi lungo scale pericolose i militari hanno raggiunto il terrazzo. Dove, al momento, erano in produzione 8 vasi, con altrettante importanti piante di droga, che non erano però ancora giunte a completa maturazione. Tanto che i due coltivatori erano tenuti dal codice botanico ad attente e puntuali innaffiature. Per facilitarsi erano riusciti a far arrivare sul tetto tutto l’occorrente, comprese due grosse taniche di acqua con innaffiatoio.
I militari così hanno atteso nascosti nel buio delle notti successive di per conoscere gli artefici della pericolosa e sballosa produzione. E, nella notte tra domenica e lunedì, i due “botanici” sono arrivati e sono saliti per fare il loro lavoro. Alla discesa delle scale, varcando il portone che tenevano aperto grazie ad un pezzo di legno “casualmente” incastrato nella porta, hanno trovato i carabinieri. Le piante sono state sequestrate, e i due sono stati resi partecipi della perquisizione nelle loro abitazioni, dove è spuntata altra… sostanza. Si tratta di due ragazzi notoriamente problematici, per di più disoccupati. E ora anche denunciati per l’illecita coltivazione, oltre che per violazione di un ordine dell’autorità, essendosi frequentemente introdotti in un edificio dichiarato inagibile e per di più seriamente a rischio di crolli parziali, specie lungo le scale. Sono comunque in libertà.
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