«Modena capitale con internet libera e aziende partner»
L’assessore alla smart city Ludovica Ferrari: «Investiremo ancora in infrastrutture. E nascerà il Festival Digitale»
La scuola di hacker, annunciata ieri, è diventata un caso nazionale.
Aprirà a Modena ad ottobre, corsi intensivi di sei mesi con gruppi ristretti, massimo venti persone, che saranno formate dall’università per specializzarsi in sistemi di sicurezza e difesa informatica. Prima esperienza in Italia grazie al professor Michele Colajanni dell’Università di Modena, alla collaborazione di alcune aziende leader come Expert System, e al ruolo attivo delle istituzioni, che hanno subito capito come questo settore possa diventare strategicamente importante. Il Comune di Modena ha messo a disposizione il San Filippo Neri, che diventerà la base operativa della Cyber Academy. E ieri Comune e Università si sono proprio ritrovate all’ostello per un sopralluogo, mentre alcuni ragazzi si erano già rivolti alla struttura per avere informazioni sui corsi.
«Il progetto è grandioso - spiega l’assessore alla smart city del Comune di Modena, Ludovica Carla Ferrari - e come Comune da tempo affianchiamo l’università per fare da facilitatori per queste idee che consideriamo vincenti e contiamo di annunciare sorprese anche nelle prossime settimane, perchè sempre più aziende possano fare parte del progetto. Da qui nasce la disponibilità del San Filippo Neri: i ragazzi alloggeranno nello studentato, faranno le lezioni e le esercitazioni nelle aule che fino a pochi mesi fa erano occupate dal Venturi. Come Comune metteremo a disposizione tutta la tecnologia necessaria, ci sarà la rete a banda larga e doteremo uno spazio ancora più ampio di wi-fi libero, che arriverà fino alla piazza del Mata. E vale la pena dire che abbiamo vinto anche il bando regionale per la banda larga in quattro aree, Modena Nord, Pip 10, Fiera e San Damaso. Il Comune ci crede, è questo è solo uno dei tasselli del progetto ben più largo di data center, per creare una vera e propria città sensibile, dove tutto potrà essere tracciato, dal trasporto pubblico, alla sanità e all’istruzione, per migliorare la qualità dei servizi per i modenesi».
Questo progetto pone Modena in prima linea a livello nazionale sul fronte informatico, per questo l’assessore prova a guardare avanti con ottimismo: «Le risposte che diamo sono concrete, per questo abbiamo in cantiere, per il prossimo anno, la prima edizione del Festival Digitale, un nuovo evento in grado di catalizzare l’attenzione su infrastrutture, servizi e sviluppo della cultura digitale, che è ciò che stiamo cercando di fare con tutti i progetti in cui affianchiamo l’università». Il più curioso sul genere digitale: «Vogliamo portare molte più ragazze - spiega il professor Colajanni - agli studi informatici, dal momento che oggi rappresentano solo il 10 per cento». Uomini o donne, comunque sia, di hacker c’è bisogno. E a Modena avranno la loro casa.
Davide Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
