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Nei primi sei mesi i morti sulla strada a Modena sono saliti del 38%

Nei primi sei mesi i morti sulla strada a Modena sono saliti del 38%

Il dato è stato diffuso dall’Associazione familiari e vittime Diciotto decessi, Piacentini: «Bisogna aumentare i controlli»

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MODENA. Nel primo semestre 2016 si registra una preoccupante crescita di decessi sulle strade della città e della nostra provincia. Questa volta, contrariamente al solito, i freddi numeri, le statistiche e le percentuali riescono ad essere efficaci: in questo caso arrivano a colpire e a suscitare attenzione. C’è stato un aumento di morti del trentotto per cento, un 38% in più rispetto ai decessi che, sempre nei primi mesi dell’anno, erano stati registrati nel 2015. Si è passati in sostanza dai tredici morti del primo semestre del 2105 ai diciotto morti tra gennaio e giugno del 2106. Pure rispetto allo stesso periodo del 2104 vi è stato un incremento: un più 12 per cento rispetto ai 16 morti registrati quel semestre.

È l’osservatorio indipendente dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada capitanata in città da Franco Piacentini che ha reso noti questi dati, raccolti giorno per giorno in base ai “bollettini di guerra” che spesso sono le cronache della strada.

Dei diciotto deceduti, sette sono conducenti d’auto, quattro dei quali morti per fuoriuscita senza un apparente coinvolgimento di un altro mezzo. Poi ci sono quattro pedoni investiti, tre ciclisti investiti, due scooteristi di cui uno investito e infine due camionisti, entrambi deceduti a causa di tamponamenti fra autocarri in autostrada.

Quattro in tutto i decessi in città, tutti gli altri sono avvenuti in provincia. Franco Piacentini, presidente dell’associazione, commenta i dati: « C’è il problema della distrazione alla guida, dell’uso incontrollato dei cellulari, ormai compulsivo, dei telefonini mentre si sta procedendo. C’è chi guarda lo schermo e non più la strada, chi scrive messaggi, chi parla beatamente con l’apparecchio all’orecchio: basta fermarsi ad un lato della strada, di una qualsiasi e stare un po’ a guardare: si assiste ad una sfilata di questi incoscienti. A questo punto, mentre assisto a questi reati che vengono commessi, mi guardo attorno e non vedo forze dell’ordine. Dove sono i controlli? Non sarebbe opportuno intensificarli, soprattutto su questo aspetto così diffuso? Certo, rimangono tutte le altre cause, non meno pericolose. Tutto ciò che infrange il codice della strada può essere di mortale pericolo: la velocità elevata, mettersi alla guida dopo aver bevuto, non usare le cinture. Insomma, è una lotta ancora dura».

Stefano Totaro

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