Gazzetta di Modena

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associazione femminile

Un aiuto alla figlia di Pina Caruso

1500 euro alla ragazza che ha perso la madre uccisa dal marito

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Millecinquecento euro alla figlia di Pina Caruso, uccisa nel 2011 dal marito. La donazione grazie all’edizione 2016 del Gran Galà delle Donne di Scandiano. Come in ogni edizione, anche il 2016 ha visto al centro la sensibilizzazione sulla violenza di genere e una raccolta fondi per aiutare persone vittime dirette o indirette di femminicidio. Durante il Galà di inizio giugno sono stati raccolti 1.500 euro da destinare alla memoria di Giuseppina “Pina” Caruso, la donna siciliana uccisa a coltellate a Carpi il 22 marzo 2011 dal marito Dario Solomita. E ieri pomeriggio è arrivata la consegna ufficiale di questa somma alla figlia di Pina, per tramite della legale rappresentante, l’avvocato modenese Miria Ronchetti. La cerimonia si è tenuta in municipio a Scandiano, vi hanno preso parte, tra gli altri, l’avvocato Ronchetti, il sindaco Alessio Mammi e il vicesindaco Matteo Nasciuti. I soldi serviranno per aiutare la figlia oggi 14enne della Caruso, che cinque anni fa ha perso in pratica entrambi i genitori ed oggi vive sotto la tutela dell’avvocato Ronchetti. Il giorno dell’omicidio la bimba, all’epoca di 9 anni, era in casa. Non si accorse di nulla, e scoprì della morte della madre solo ore dopo, all'arrivo delle forze dell'ordine. Il delitto, per cui il marito è stato condannato a 14 anni oltre a terapie psichiatriche e risarcimenti economici, non aveva motivazioni apparenti, se non la forte gelosia di Solomita, forse aggravata da una forma di depressione. Un caso di fenomeni di violenze domestiche che arrivano sino alle estreme conseguenze e che sempre più spesso emergono nelle pagine di cronaca.

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