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a cibeno pile

Un cantiere bloccato da 4 anni I residenti: «Rischio igienico»

di Rino Filippin
Un cantiere bloccato da 4 anni I residenti: «Rischio igienico»

«Quando il Comune, a primavera, invita la cittadinanza a togliere l’acqua dai sottovasi per evitare la proliferazione della zanzara tigre, non sappiamo se ridere o piangere». I residenti di Cibeno...

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«Quando il Comune, a primavera, invita la cittadinanza a togliere l’acqua dai sottovasi per evitare la proliferazione della zanzara tigre, non sappiamo se ridere o piangere».

I residenti di Cibeno Pile, zona via Divisione Acqui, poi volgono lo sguardo verso lo scheletro di un palazzo il cui cantiere è fermo dal 2012. «L’area delle fondamenta - dicono Bernardino Capparella, ex carabinieri, e Antonietta Tavolario, portavoce dei residenti, - è sommersa dall’acqua paludosa dove prosperano zanzare, topi e insetti di ogni tipo. Quando il clima è meno secco il livello dello “stagno” aumenta fino a 2 metri e 80. Le sembra una situazione normale?».

In effetti la situazione è anomala. Secondo quanto appreso il cantiere è l’eredità di un fallimento. La zona e lo scheletro di cemento sono quindi sotto la tutela del curatore. Dal canto suo il Comune non ha quindi grandi margini di manovra. In municipio ci fanno sapere che hanno provveduto allo svuotamento dell’area alcune volte e hanno recintato la zona in attesa che la situazione si sblocchi dal punto di vista legale. «Sappiamo dei disagi della popolazione - ci fanno sapere a palazzo Scacchetti - e stiamo lavorando per ottenere almeno il riempimento della zona allagata».

«Sarebbe ora - replicano a Cibeno - che qualcuno si dedicasse a risolvere questa situazione che porta insalubrità con insetti e zanzare tigre ed è anche pericolosa perché a volte i bambini vanno a recuperare i palloni che oltrepassano la recinzione. Abbiamo anche chiamato i pompieri che hanno svuotato lo stagno, ma poi tutto resta come prima. Noi crediamo che lo scheletro andrebbe raso al suolo anche perché dopo 4 anni di immersione costante nell’acqua temiamo che le fondamenta siano completamente marce». I residenti ricordano anche il caso della gru.

«La gru, altissima, ruotava in base al vento - raccontano - e ci sono voluti oltre due anni prima di ottenere che fosse smontata: questo la dice lunga sui tempi della burocrazia. A questo punto non ci resta che fare un esposto a Comune e Usl per accelerare la soluzione di questo problema. Noi pensiamo che il problema sia anche igienico e che sia il sindaco, sia i responsabili del distretto sanitario locale, dovrebbero tutelare questo grande quartiere e indirettamente tutta la città: le zanzare tigre che qui proliferano a miliardi si spostano poi verso ogni angolo del Comune».

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