Anche la Fondazione boccia le torri
Cambierà completamente il progetto firmato da Gae Aulenti: «Non sono prioritarie, ha ragione Martina Bagnoli»
E dire che dal Comune ripetevano come il progetto di restauro dell'ex ospedale Sant’Agostino sarebbe stato modificato pochissimo. E invece: le torri, segno distintivo voluto dall’archistar Gae Aulenti, con tutta probabilità non si faranno e anche la Biblioteca Estense sarà trasferita solo in parte minoritaria. Ne deriva che la Fondazione Cassa di risparmio di Modena, proprietaria dell'immobile, vuole prima della imminente conferenza dei servizi vedere un nuovo progetto che definisce “rinnovato”.
Questa riunione tecnica è quella che darà il via libera alla iniziativa e il sindaco Muzzarelli, al contrario, poco tempo fa spiegava come «andremo alla conferenza dei servizi con il vecchio progetto e poi vedremo: restano gli obiettivi, ma non ci attaccheremo alle due torri rischiando che tutto salti».
A rimettere tutto in ballo, due giorni fa, sono state le parole della direttrice dell’istituto Martina Bagnoli che ha assicurato che vuole “liberarsi” solo dei 240mila volumi del patrimonio moderno. Quello di minor valore rispetto alla Bibbia di Borso d'Este e agli altri tesori librari antichi. Tutto ciò ha portato ieri la Fondazione a spiegare, con una certa chiarezza e senza nascondersi dietro fumose parole, che occorrerà appunto modificare il progetto, pur mantenendo gli obiettivi culturali dell'iniziativa. Il sindaco invece ha scelto di non intervenire sullo “spacchettamento” dell'antica collezione libraria ducale. L'amministrazione rimanda alle parole del vicesindaco Cavazza che due giorni fa diceva: «Le due torri non sono l'obiettivo del progetto, non vogliamo ridurre tutto a quello altrimenti mistifichiamo la realtà».
I vertici della Fondazione spiegano: «Dovremo ancora discutere con la direttrice Bagnoli, una ottima interlocutrice in questi mesi, ma certo il trasferimento della biblioteca resta al centro. Iniziamo a ragionare sul progetto culturale e questa è una buona cosa anche perché dentro il gruppo dei committenti non ci sono fazioni. Si lavora insieme e siamo a un buon punto con le nuove idee progettuali che vorremmo portare alla conferenza dei servizi. Certo oggi le torri di Aulenti non sono prioritarie e noi ci ritroviamo con le opinioni della Bagnoli».
E in tutto questo i progettisti che dicono? Alcuni giorni fa, sulla Gazzetta che aveva anticipato i futuri cambiamenti al progetto di Sant'Agostino, Vittoria Massa collaboratrice della defunta Aulenti spiegava che è lecito che il committente cambi opinione. Oggi il capogruppo Giuseppe Iadarola di Ingegneri riuniti aggiunge: «Si è deciso di introdurre una modifica sostanziale alle funzioni da inserire all'interno del complesso di S.Agostino. Una cosa, infatti, è pensare di trasferire un milione di volumi e tutte le funzioni dell'Estense, altra cosa è trovare sede per 240mila libri e solo una parte delle attuali funzioni delle biblioteca. Partendo dalle esigenze del committente (Comune, Fondazione, Stato) occorre quindi una approfondita analisi delle nuove esigenze emerse. Certo, nell'ambito del progetto di restauro conservativo le lame librarie (come le definiva Aulenti) rappresentano un segno contemporaneo e identificativo di una delle più importanti archistar del nostro tempo».
Vengono in mente alcune considerazioni relativamente a un progetto, non ancora realizzato, di cui si parla però da 11 anni. Con, non dimentichiamolo, rischi di degrado in una parte importante del centro storico. Si rischia fatalmente di trasformare la vicenda in una storia da Armata Brancaleone visti i continui colpi di scena intercorsi, prima con una approvazione comunale e della Direzione regionale che il Tar ha giudicato illegale e oggi con un trasferimento dell’Estense che è parziale. A voler essere generosi. Ma non era, il trasferimento, il cuore del progetto che da solo vale 60 milioni di euro?
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