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DIARIO DE “IL PETTIROSSO”

Dalle rondini fino ai caprioli così il clima muta le abitudini

Dalle rondini fino ai caprioli così il clima muta le abitudini

Alle prime avvisaglie, tutti hanno fatto finta di nulla, qualcuno ha detto che tanto non sarebbe cambiato nulla, un altro ha sussurrato che non è colpa nostra se sta accadendo tutto questo, che il...

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Alle prime avvisaglie, tutti hanno fatto finta di nulla, qualcuno ha detto che tanto non sarebbe cambiato nulla, un altro ha sussurrato che non è colpa nostra se sta accadendo tutto questo, che il nostro modo di vivere non c'entra nulla con l’inquinamento e conseguenti danni atmosferici.

«E così, ecco che assistiamo a trombe d'aria che scoperchiano case e radono al suolo colture, mareggiate che rubano le spiagge, piogge torrenziali che fanno vittime, insomma una vera e propria tropicalizzazione del territorio con monsoni estranei al nostro paesaggio, a cui invece ci si dovrà abituare - afferma il responsabile del Pettirosso Piero Milani – Gli animali lo stanno già facendo o almeno ci stanno provando, come ci stanno provando i volontari del centro Il Pettirosso”.

I volontari si trovano inoltre alle prese con la schiusa di uova di anatra a dicembre o a gennaio e senza il loro intervento questi animaletti morirebbero di certo.

Ci sono animali, come le cicogne, che non migrano più perché gli inverni sempre più miti che abbiamo garantiscono loro quelle prede di cui si cibano normalmente.

I caprioli non hanno più un periodo fisso per partorire ma tutta l’estate per loro è diventata buona per fare nascere i piccoli e così i primi nati si trovano a fare i conti con la neve tardiva che imbianca le cime.

«E poi ci sono rondini e rondoni che sempre più spesso fanno due nidiate, di cui la seconda rischia di non essere pronta per la partenza per l'Africa. Può capitare che quando questi rondoni e rondini tornano da una lunga e difficile migrazione, nelle nostre città freddo e pioggia siano ancora presenti e se c'è freddo, mancano gli insetti con cui questi uccelli possono reintegrare le riserve già molto provate per i giorni di volo e così, molti di loro soccombono a terra come un aereo che finisce il carburante. Molti possono pensare che si tratti di selezione naturale, cosa che sarebbe giusto credere se il cambiamento climatico avvenisse in milioni di anni e non in decenni. Ma per fortuna, dove si riesce, i volontari del Pettirosso arrivano ed aiutano quanti più animali possibile».

(l.s.)

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