Ex Sicar, spettanze arretrate attese da anni
Carpi. I lavoratori protesteranno lunedì prossimo davanti all’Inps di Modena, che non eroga i fondi
Lunedì prossimo gli ex dipendenti della Sicar di Carpi manifesteranno con un presidio davanti alla sede Inps di Modena in viale Reiter, dalle 11 alle 12 insieme ai sindacalisti della Fiom/Cgil di Carpi e della segreteria Cgil di Modena, «contro gli scandalosi ritardi sui pagamenti delle spettanze loro dovute (Tfr, retribuzioni, versamenti ai fondi pensione integrativi) dal fondo di garanzia Inps, regolarmente autorizzate dal Tribunale di Modena a settembre 2015, ma non ancora completamente erogate». Così viene sottolineato in una nota diffusa dal sindacato Fiom di Carpi: «Durante il presidio - continua la nota - i manifestanti chiederanno di essere ricevuti dalla direzione Inps di Modena. In una condizione simile a quella dei lavoratori Sicar ci sono anche altri lavoratori, tra cui quelli della ceramica Crea di Sassuolo che, a tre anni dal fallimento dell’azienda, devono ancora ricevere parte del Tfr dovuto, per errori di calcolo rispetto allo stato passivo dell’azienda».
«La vicenda Sicar sta assumendo le caratteristiche di un dramma kafkiano - dichiara Angelo Dalle Ave della Fiom/Cgil di Carpi – Non abbiamo nulla contro l'Inps, siamo consapevoli delle condizioni dovute a un eccessivo carico di lavoro e a un organico sottodimensionato. Ma non si riesce a individuare un responsabile. Più volte negli ultimi mesi vi sono stati incontri con i vertici Inps di Modena per sbloccare questa vicenda. Impegni presi e non mantenuti sono diventati una costante. Basterebbe applicare la sentenza del Tribunale fallimentare – aggiunge il sindacalista della Fiom/Cgil – come hanno fatto in altre sedi Inps in regione per riconoscere celermente i diritti dei lavoratori». La vertenza relativa all’azienda carpigiana Sicar è stata caratterizzata da un presidio permanente dei lavoratori dal 31 dicembre 2009 al 22 marzo 2010 a causa dell'apertura della procedura di mobilità per 42 dei 66 addetti dello stabilimento di Carpi. La vertenza si concluse con l'accordo, approvato con referendum dai lavoratori e siglato presso la sede della Regione Emilia Romagna, che portò alla cassa integrazione straordinaria prevista dal “Patto per attraversare la crisi”. Un patto siglato nella primavera del 2009 tra Regione Emilia-Romagna, associazioni di impresa e sindacati, che ha permesso di affrontare le tantissime crisi aziendali del post 2008.
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