I Pavarotti diffidano Donald Trump
Modena. Le figlie e Nicoletta:«Non utilizzi romanze cantate da Luciano nella sua campagna elettorale: i suoi valori incompatibili con quelli del tenore»
MODENA Pavarotti contro Donald Trump. O meglio le tre figlie Lorenza, Cristina e Giuliana assieme a Nicoletta Mantovani non ci stanno e diffidano il magnate americano, ormai leader incontrastato dei Repubblicani alla corsa per la Casa Bianca, ad utilizzare l’inimitabile voce di Luciano per farsi propaganda, per mandare in onda romanze celebri prima dei suoi impetuosi comizi. Hanno affidato il loro dissenso ad un comunicato, succinto ma pressoché lapidario, inviato alla Gazzetta di Modena, affinché venisse diffuso on line e così raggiungesse in fretta il mondo.. Tant'è che il New York Times, nel lanciare a sua volta la notizia, ha citato la Gazzetta di Modena
«Apprendiamo che la romanza “Nessun dorma” interpretata da Luciano Pavarotti viene utilizzata come parte della colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump. Tocca a noi familiari ricordare che i valori di fratellanza e solidarietà che Luciano Pavarotti ha espresso nel corso della sua carriera artistica sono incompatibili con la visione del mondo proposta dal candidato Donald Trump».
Lorenza Pavarotti, Cristina Pavarotti. Giuliana Pavarotti, Nicoletta Mantovani Pavarotti concludono: «Così come altri artisti coinvolti hanno già fatto in prima persona, esprimiamo pertanto la nostra disapprovazione a tale utilizzo».
Una diffida, una presa di posizione morale che, fanno sapere da casa Pavarotti, non poteva essere rinviata. In sostanza , è come se l’intera famiglia parlasse proprio con la voce dello scomparso Big Luciano: il suo impegno umanitario dimostrato nelle innumerevoli iniziative benefiche e solidali, la sua visione del mondo e anche la sua gentilezza e profondità d’animo non possono andare a braccetto con gli ideali che sta portando avanti il miliardario americano.
LA DIFFIDA La presa di posizione della famiglia per ora è tutta in questa diffida, nella disapprovazione per l’utilizzo delle romanze e dei vari pezzi di Pavarotti, che sono stati inseriti in quella che viene chiamata comunemente la playlist di Trump, quella lunga serie di pezzi di vario genere con cui i presenti sono bombardati prima delle apparizioni dal vivo nei comizi e soprattutto nelle convention. Dunque per ora la diffida, poi probabilmente la famiglia deciderà se procedere per altre strade, coinvolgendo anche la casa discografica, la Decca, nel cercare di sospendere l’utilizzo del materiale di Pavarotti .
LE ALTRE STAR La famiglia Pavarotti , va ricordato, non è sola contro Trump. Anche altre star della musica, del pop e del rock in particolare, hanno detto no, armandosi e ingaggiando battaglie contro l’utilizzo non autorizzato dei loro brani.
Adele , la cantante britannica, non ha gradito l'utilizzo dei brani Rolling In The Deep e Skyfall per aprire e chiudere i comizi . Prima di lei erano stati Neil Young, i Rem, gli House of Pain, il cantante degli Aerosmith, Steven Tyler a vietare al miliardario repubblicano di utilizzare i loro brani durante la campagna elettorale. Anche i Rolling Stones hanno emesso un comunicato ufficiale in cui si ribadisce che non è mai stata concessa nessuna autorizzazione e che pertanto Trump deve smettere immediatamente di usare le loro canzoni.
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