Muzzarelli avvisa il Console turco
Il sindaco: «È stato il primo attentato in città, gli ho detto: mai più»
«Ho incontrato, su sua richiesta, il Console generale della Turchia Hami Aksoy, venuto in città a seguito dell'attentato incendiario all'associazione turca Milad». Lo ha raccontato ieri il sindaco Gian CarloMuzzarelli in un suo post su Facebook ricordando il senso imprescindibile di quanto ha detto, nonostante non avesse una posizione istituzionale: a Modena si rispettano tutte le posizioni e non si fanno distinzioni, soprattutto di fronte a gravi attacchi come l’incendio appiccato all’edificio in cui ha sede un’associazione.
Scrive il sindaco: «Pur non spettando all'amministrazione comunale competenze dirette di politica estera, per le quali siamo in asse con il Governo e l'Unione Europea, ricordo che Modena è ed è sempre stata città di pace, di democrazia e di libertà».
«Episodi come quello avvenuto non si erano mai verificati e non debbono ripetersi: questo ho detto al Console Generale, che oggi incontrerà la comunità turca in città, chiedendo a tutti la massima collaborazione perché questa città, in cui si è prima di tutto persone, dotate di diritti inalienabili e di doveri, resti unita e siano sempre possibili dialogo e confronto». Intanto prosegue l’inchiesta della Procura con la Digos e la Squadra mobile della polizia di stato per identificare i quattro facinorosi che hanno appiccato il fuoco alla sede dell’associazione Milad in via delle Suore, della quale fanno parte molti oppositori di Erdogan. C’è un indagato, colui che ha postato il video, ma resta da capire come è nato questo raid durante una manifestazione pro Erdogan la sera del golpe.
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