Nell’oasi di San Matteo le cicogne modenesi hanno trovato una casa
A Medolla l’associazione che si occupa di salvaguardare diffondere e far conoscere la fauna della nostra zona
«Mi sento il loro papà: sono io che le accudisco quotidianamente. Si è sempre fantasticato sulla cicogna immaginandola come la portatrice dei bambini, una figura dolce e suggestiva».
Daniele Tassi, artigiano in pensione, insieme all’amico Franco Pivetti ha fondato a Medolla l’associazione “Le cicogne” che insieme al Comune e con il sostegno della Fondazione Cassa di Mirandola valorizza la bellissima Oasi di San Matteo proponendo percorsi natura, punti di osservazione e un’aula per le scolaresche, allo scopo di diffondere una conoscenza scientifica sui temi ambientali e faunistici.
«Il nostro progetto di reintroduzione della cicogna bianca nasce nel 2002 con l’immissione in cattività di tre coppie di cicogna – spiega Daniele - Adesso abbiamo cinque coppie di riproduttori in voliera più altre sei coppie stanziali, fisse all’esterno». Oltre al progetto cicogna, ci sono tante proposte per le scuole e altri interessanti progetti portati avanti da questa associazione, come quello del baco da seta, per il quale è prevista un’area dedicata, all’interno della quale è possibile osservare i vari esemplari intenti alla produzione del baco fino alla formazione della seta. «Il baco da seta è un insetto che proviene dal sud-est asiatico, così come la sua pianta nutrice che è il gelso – illustra Daniele - Per le scuole, centri estivi e altri gruppi che ne facciano richiesta, proponiamo una visita che mostra il ciclo biologico del baco da seta che pensate può avere un filamento lungo fino a 1500 metri. I visitatori possono così scoprire come dalla larva (il bruco) possa poi originarsi una farfalla, più precisamente una falena».
Insieme ai ragazzi delle scuole, l’associazione progetta poi dei sentieri dove si possono ammirare le farfalle: macaone, coliade sulfurea, podalirio, icaro, occhio di pavone, atalanta, licena, zigena. «Alleviamo le piante ospiti dei bruchi e le piante con il nettare più appetitoso per le farfalle adulte, così da incoraggiare le femmine di farfalla a deporre le uova lungo questi percorsi, che in primavera e in estate diventano coloratissimi».
Non solo cicogne e farfalle ma anche asini, caprette, conigli, anatre, oche: all’oasi di San Matteo è attivo un progetto di pet therapy relazionale integrata, così chiamata in quanto le attività e terapie assistite dagli animali si uniscono alla musicoterapia, all’arteterapia e ad altre coterapie affini. «Attualmente – conclude Daniele – stiamo lavorando per la creazione di acquari di pesci di acqua dolce locali». L’oasi riaprirà a fine agosto, info: www.associazionelecicogne.it
Laura Solieri
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