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Primo gemellaggio per i modenesi

Primo gemellaggio per i modenesi

Centinaia di ragazzi della Diocesi in Polonia in attesa del Papa: tappa a Wroclaw

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MODENA. Inizia a entrare nel vivo il viaggio dei giovani modenesi alla Gmg 2016. Dopo due giorni di viaggio in pullman, nella serata di mercoledì i pellegrini sono arrivati a Wroclaw, accolti calorosamente dai parrocchiani che nel corso della settimana si occuperanno di loro. Poster, canti, tanti sorrisi e perfino un rinfresco tricolore per salutare al meglio i nuovi arrivati. In dono per tutti una “sacca del pellegrino” con tessera per trasporti pubblici, libretti informativi sulla città e un bastone da selfie. Poi la divisione in piccoli gruppi, ognuno dei quali affidati a una famiglia o a un istituto. Finalmente una doccia calda, una cena tranquilla e tanti sorrisi ospitali.

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Il giorno è stato occupato dalla visita al centro di Wroclaw, città di 640.000 abitanti, una delle più grandi della Polonia. E città che ha avuto un passato anche drammatico. «A Wroclaw - ci spiega mons. Andrea Siemieniewski, vescovo ausiliario della diocesi - esiste un quartiere chiamato dei quattro templi, detto anche del rispetto reciproco. Al suo interno una sinagoga, una chiesa cattolica, una ortodossa e una protestante. Ma più che di rispetto preferisco parlare di collaborazione e amicizia, visto che ogni anno partecipiamo alle iniziative delle altre comunità». Non tutto però in passato è stato così facile. «La città dal 1741 al 1945 portava infatti il nome di Breslavia, faceva parte della Germania e il 75% della popolazione era tedesca. Ma la seconda guerra mondiale ha lasciato tracce indelebili: 40.000 i morti sotto le macerie di una città praticamente distrutta». Wroclaw è una città che porta nel dna divisioni, lotte e guerre il suo aspetto oggi così moderno e accogliente - Wroclaw è città europea della cultura per il 2016 - parla di muri che si possono abbattere e di perdoni che si possono applicare. E i muri sono abbattutti anche tra i pellegrini: sono 15.000 i giovani arrivati da tutto il mondo in una grande festa che sembra essere solo all'inizio.

Federico Covili

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