Quattro anni in container, lavori sbloccati
San Felice. Permesso per demolire e ricostruire l’azienda Stefanini: la storia aveva fatto il giro d’Italia
SAN FELICE. In tanti, a più di quattro anni dal sisma, ancora vivono fuori dalle loro case, in scacco di una macchina burocratica troppo lenta per dar loro risposte tempestive. Storie che abbiamo raccontato, in alcuni casi. Una di queste si è sbloccata, per poter sperare nella luce, alla fine di un tunnel.
Omero Stefanini – titolare insieme al figlio Stefano dell’ Azienda Zootecnica omonima di via Villa Gardè – e la moglie Elena, hanno vivono ancora oggi nel container pagato di tasca propria, davanti alla loro casa diroccata. Una storia che era diventata il simbolo del dolore e della dignità della gente della Bassa e che una foto scattata da Stefano Torreggiani – quella della moglie di Omero Stefanini ferita ad un piede durante la fuga davanti alle pareti sventrate di casa – aveva documentato più di mille parole. Quando siamo andati a trovarli a dicembre 2015, per farci raccontare il loro calvario, il report che ne abbiamo fatto sulla Gazzetta aveva suscitato non poco clamore, al punto che la Rai ha dedicato agli Steffanini due servizi di inchiesta.
Con l’immancabile e prevedibile reprimenda che nelle sedi che contano ha “consigliato” agli Stefanini di far sparire ogni esposizione mediatica, per sbloccare serenamente i lavori di ricostruzione della loro casa.
«Finalmente il Comune ha autrizzato il nostro geometra di far partire i lavori di demolizione e ricostruzione, che sono iniziati in settimana – racconta Omero – stanziando quasi 800 mila euro che serviranno non solo per l’abitazione, ma anche il bassocomodo che fa parte degli stabili danneggiati della mia Azienda Zootecnica. Il tutto in un anno e mezzo circa. Così io, mia moglie, mia sorella e mio fratello, potremo rientrare in casa nostra dopo più di quattro anni tnei container. Per quanto riguarda la totale messa in sicurezza di una delle due stalle dell’Azienda danneggiate invece, dovrei sborsare 110 mila euro. Secondo il mio geometra almeno l’ 80 % dei fondi arriverebbero dalla comunità europea, ma il restante 20 % dovrei mettercelo di tasca mia. Sono tanti soldi, ci penserò. Come per la ricostruzione del fienile che è invece una pratica Sfinge. Ma poter pensare di riavere la casa è già un passo importante». Già, dopo 4 anni e più...
Valentina Corsini
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