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Quegli anziani ospiti del Carpine

Quegli anziani ospiti del Carpine

Sono in 71, seguiti da una cinquantina di professionisti: «È un servizio necessario»

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Un parente non autosufficiente impone, suo malgrado, un enorme carico alla famiglia. A Carpi, la casa residenza Il Carpine, in piazzale Donatori di Sangue, è una delle strutture atte ad alleviarlo. Il responsabile, Walter Angiò, spiega i propositi della struttura. «Vogliamo rendere più operativo il nucleo protetto - spiega - migliorando la qualità di vita degli ospiti, per la maggior parte affetti da demenza senile e la cui gestione è complicata da coordinare. Abbiamo intrapreso un percorso di formazione in realtà più collaudate (Suzzara, ad esempio). Un secondo obiettivo è l’attivazione di un percorso di fine vita con la Ausl per accompagnare il familiare nella scomparsa del proprio caro».

Angiò entra nei dettagli dei servizi. «Il nostro è un centro residenziale accreditato dalla Regione e gestito da Domus - spiega - per accedervi occorre fare domanda di inserimento ai servizi sociali del Comune, che stilano una graduatoria e assegnano un punteggio. Ospitiamo anziani che versano in condizioni differenti: oltre a chi soffre di demenza o Alzheimer, la maggior parte soffre di guai fisici anche gravi. La ricettività arriva a 66 posti di cui 9 di competenza della Ausl. Stiamo inoltre ospitando con deroga cinque ospiti provenienti dalla struttura di Novi, crollata a causa del sisma».

Il personale conta 35 operatori socio-sanitari, tre responsabili assistenziali, 11 infermieri, una responsabile delle attività sanitarie, una caposala, due fisioterapiste, oltre a chi si occupa dei servizi ricreativi. Importante il ruolo dei famigliari. «Sono capaci di toccare corde emotive - conclude Angiò - che noi professionisti non riusciremmo mai a sfiorare”. (v.c.)

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