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Spara, ferisce il ladro e lo chiama per difendersi

Spara, ferisce il ladro e lo chiama per difendersi

Formigine. Da ieri il processo a Giuliano Barbieri, accusato di tentato omicidio E tra i testimoni citati dal negoziante imputato c’è lo slavo, irreperibile da tempo

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FORMIGINE. È iniziato il processo per tentato omicidio, che vede imputato Giuliano Barbieri, l’imprenditore che nel novembre 2009 sparò contro un ladro, impegnato a cercare di rubare nel suo negozio. La prima udienza, davanti al secondo collegio, presieduto dal giudice Andrea Scarpa, affiancato da Francesco Cermaria e Luigi Tirone, è stata l’occasione per presentare la lista dei testi da ascoltare in Aula. La difesa, rappresentata da Enrico Aimi e Silvia Ciancia, ha chiesto di sentire 23 persone, molte delle quali coincidono con i testi della Procura. Molti di loro saranno i carabinieri del Ris di Parma, che avevano effettuato i rilievi. Perché, lo si era già intuito durante l’udienza preliminare, l’assoluzione o la colpevolezza di Barbieri passerà attraverso l’analisi scientifica. Per l’accusa, infatti, l’imprenditore - ormai esasperato dopo aver subìto 14 furti - sparò mentre i ladri erano in fuga. La difesa, invece, supportata da una relazione dei Ris, sostiene che i colpi partirono mentre la banda era in azione come potrebbe dimostrare uno zerbino sporco di sangue, trovato a ridosso della serranda dal negozio. Ma di questo dovranno discutere anche i consulenti: il pubblico ministero Pasquale Mazzei ha dato l’incarico al dottor Corrado Cipolla d’Abruzzo mentre il consulente tecnico balistico della difesa è Alberto Riccadonna. Il loro contributo servirà a capire in che modo Barbieri sparò gli otto colpi in piena notte a Nenad Ljumovic, il ladro rimasto ferito.

E tra i testimoni che accusa e difesa hanno chiesto di sentire in Aula c’è proprio il montenegrino, tornato in patria dopo aver patteggiato 16 mesi proprio per quel tentativo di furto. Difficilmente Ljumovic, che si è costituito parte civile e che potrebbe ottenere un risarcimento per le ferite riportate (lesioni alla mandibola, al polmone e all'avambraccio destro, con l'amputazione della prima falange dell’indice della mano sinistra), farà la sua apparizione in tribunale anche se sia il pm che l’avvocato Aimi avrebbero piacere di porre alcuni quesiti vista la ricostruzione fornita nei giorni successivi all’arresto. Le sue dichiarazioni sono comunque state cristallizzate durante l’incidente probatorio e avranno valore anche durante il dibattimento. La prossima udienza è stata fissata per il 2 febbraio per un processo che comunque si annuncia piuttosto lungo e delicato soprattutto per Giuliano Barbieri che sparò con una Beretta, calibro 9, legalmente detenuta. Ma se i giudici valuteranno le prove, l’opinione pubblica, fin dai primi giorni, aveva già emesso il proprio verdetto di assoluzione nei confronti del commerciante, che aveva incassato solidarietà e vicinanza da tanti colleghi e semplici cittadini.

Francesco Dondi

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