Via Barchetta a Modena: un’oasi verde piena di rifiuti
Alla Madonnina cartelli e rabbia per la discarica abusiva in area verde: «Il Comune non se ne occupa»
MODENA. «Oggi è un cartello goliardico, domani può essere un incendio». Siamo in zona Barchetta, nell’area in cui è stato posto un manifesto-denuncia su un’area dai tanti problemi. «Uno schifo del genere non può essere tollerato da nessun Comune modenese - sottolinea Lorenzo Menabue - ci sono cessi abbandonati, macchine rotte. È una discarica a cielo aperto».
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Nel cartello compaiono specie sintomo quantomeno d’incuria, quali topi e zanzare. «Chi mi dice che non ci siano anche olio o batterie? - domanda Lorenzo - Ci sono diverse canne: se poi seccano basta poco e scappa un incendio. Così non si saranno spesi 20mila euro di risanamento e ne paghiamo però 50mila di danno». La questione economica è spesso addotta dall’amministrazione per spiegare la riduzione degli interventi nel verde. Meno finanziamenti uguale meno sfalci è un’equazione difficile da smontare.
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Tuttavia, c’è chi dal popolo chiede di cambiare prospettiva. «Conosco la zona da nove anni - riprende l’uomo - e dopo sei mesi avevo chiesto di adottare una rotonda per coltivare la lavanda. Mi hanno piantato una trafila di passaggi burocratici tale da rinunciare. La mia idea è di adottare una rotonda. Ci farei una coltivazione di pesche. Facciamoci qualcosa oppure chiamiamo un ingegnere ambientale, chiedendogli di creare un’oasi verde vera. Il Comune ci dica quanto serve e ci risponda se intende investire oppure no. Nel secondo caso si tengano il degrado e i cartelli che li ridicolizzano un po’. Oggi è cartello goliardico, domani può essere un incendio e potremo dire “ve l’avevamo detto”. Se il Comune non se ne può occupare dia l’area ai privati». Magari in tempi brevi e con risposte precise. «Ci sono bisce e ratti che girano - spiega Lorenzo - se tutto resta così tra due mesi ci sarà chi è stato punto da una zanzara, chi morso da un topo. Un incendio può partire già da domani. Se coltivo la lavanda di mio arrivano multe su multe. Se il cittadino presenta la richiesta (e sono pronto a presentarla) vorrei che rispondessero di sì, senza duemila vincoli e senza tassa di occupazione di suolo pubblico». Sarebbe un modo anche per allontanare le “lucciole”, indicate nel cartello con un termine ornitologico, e riqualificare la zona. «Il circolo virtuoso vale anche nell’ambiente - conclude - se tutto andrà bene caleranno il cartello goliardico e ne metteranno uno serio». (g.f.)
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