Aimag, scontro tra sindaci e opposizioni
Alberto Bellelli: «State facendo disinformazione». I consiglieri di minoranza: «Tutta una finzione, avete già scelto Hera»
I Comuni di Campogalliano, Carpi, Novi e Soliera hanno riunito, giovedì sera, i rispettivi Consigli Comunali per illustrare gli esiti conclusivi della procedura di raccolta delle manifestazioni di interesse a operazioni di integrazione con il Gruppo Aimag.
Negli intenti vi era l’illustrazione delle proposte pervenute, nella pratica l’esito dell’incontro ha rivelato soprattutto il malcontento delle opposizioni che hanno sollevato, compatte, perplessità nei confronti di quella che a loro pare essere una decisione già presa, ma nascosta da tesi volte più che altro ad apparire plausibili, anziché esserlo nella sostanza.
Il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, visibilmente teso, ha espresso le sue considerazioni in chiusura del dibattito intercalato da applausi a scena aperta al termine di ognuno degli interventi delle opposizioni. «Trovo altamente disinformativo che si siano convinti i cittadini che oggi si sarebbe deciso di vendere Aimag e che si sia stati tacciati di aver organizzato una buffonata (come si è espressa la consigliera Valentina Mazzacurati, della Lista Civica Cambio per Campo, ndr) – ha affermato – stiamo proseguendo come stabilito nei Consigli Comunali, che erano informati degli eventi, al contrario di quanto hanno affermato stasera: quando i consiglieri hanno votato la delibera del non rinnovo dei patti parasociali con Hera, è stato deciso all’unaniminità di proseguire l’approfondimento delle manifestazioni di interesse pervenute mediante l’adozione di procedure trasparenti. Non decideremo quest’estate: le decisioni passano dai Consigli Comunali, non dai singoli sindaci quindi, quando dite ai vostri elettori che non siete stati informati, state dicendo una cosa non reale. Stiamo confrontandoci sulla naturale evoluzione di un’azienda: ci aggiorneremo in base ai cambiamenti legislativi, ma dobbiamo essere competitivi. Il patrimonio di Aimag non deve deperire: purtroppo ha un problema dimensionale e deve dunque mutare per rimanere patrimonio comune e risorsa di sviluppo. Dovremmo discutere su come agire, non con chi. Così facendo, ingeneriamo ignoranza e malafede». Il clima animoso ha portato il sindaco di Novi, Luisa Turci ad affermare che “si è persa un’occasione per entrare nel merito delle tre proposte”. Del medesimo parere il sindaco di Campogalliano, Paola Guerzoni e quello di Soliera, Roberto Solomita il quale ha precisato come «non ci si può non potenziare se si vuole restare sul mercato: se si vuole vincere le gare ci si deve aggregare».
Prima della parola ai sindaci, questa era stata data ai consiglieri delle diverse forze politiche. Ad aprire gli interventi, Andrea Ferraresi del gruppo Uniti per Novi, Rovereto e Sant’Antonio, che ha attaccato i Sindaci. «Continua questo vostro modo di perseguire l’obiettivo di arrivare alla fusione con Hera tramite un percorso pseudo-democratico facendo finta di coinvolgerci tutti». Anna Azzi, di Carpi Futura, ha parlato di “un bestiale atto di forza unilaterale”.
Monica Medici, del Movimento 5 Stelle di Carpi, ha portato i bilanci delle tre aziende, sostenendo che «Aimag è la migliore, con un indebitamento del 42%, a fronte del 62% di Tea e del 124% di Hera». È stata poi la volta di Cristian Rostovi, di Fratelli d’Italia di Carpi. “Questa è una serata inutile - ha affermato - dovreste avere il coraggio di dire chiaramente che avete scelto Hera». Roberto Benatti, Forza Italia, ha lamentato che “risulta siano più i Comuni che escono da Hera piuttosto che quelli che vogliono entrarci. Si faccia il referendum o almeno un sondaggio».
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