Gazzetta di Modena

Modena

«Ex Amcm, no ai progetti irrealizzabili»

di Gabriele Farina
«Ex Amcm, no ai progetti irrealizzabili»

Il consigliere Pd Fabio Poggi ha votato contro la nuova proposta per l’area: «Non ci sono i soldi»

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Cosa sarà dell’ex Amcm? Diverrà un “Parco della creatività” o un «set cinematografico dismesso».

Per Fabio Poggi la risposta è la seconda.

Ecco perché il consigliere del Partito democratico ha votato contro il documento d'indirizzo per rigenerare l’area. Il testo è stato approvato dal resto del Pd nonostante l’Aventino della minoranza.

Tanti i dubbi inevasi per l’ex assessore alla Comunicazione, a partire dal lato economico.

«Per “smussare” i problemi si prova ad aumentare i contenuti senza un quadro d’insieme chiaro - ha accusato Poggi - e, soprattutto, aumentando i costi d’investimento e di gestione e allungando i tempi. Tutto ciò senza alcuna certezza di fattibilità e sostenibilità».

C’è di più. «Si generano così ipoteche per le amministrazioni e le generazioni future - ha ripreso il consigliere - e si consegna alla città un’idea (non un progetto) che difficilmente sarà concretizzabile e concretizzata. Le ipoteche si sommano: quelle dell’ex Amcm a quelle dell’ex Sant’Agostino. Possiamo vincolare la città a scelte così onerose (e incerte) per i prossimi quindici o venti anni?».

Per l’ex assessore la risposta è no e sarebbe servito più tempo per «rendere maggiormente fattibile e sostenibile un progetto così importante, ancora pieno di tanti dubbi».

Ciò avrebbe rallentato i lavori?

«Gli interventi non avrebbero subito ritardi - ha aggiunto Poggi - e il cantiere si sarebbe potuto comunque aprire entro l'estate come da previsione».

Qualche dubbio?

«Chi troverà le risorse e coprirà i costi dei tanti milioni mancanti - ha ribattuto il consigliere - dato che i contributi ottenuti (per fortuna!) non sono comunque sufficienti? Stiamo progettando due poli culturali contemporaneamente, sovrapponendo progettazione e oneri. Possiamo permettercelo?».

Punti interrogativi anche sul metodo.

«È opportuno lasciare tanta libertà alle proposte dei privati - ha domandato Poggi - che ridurranno il ruolo del Consiglio e della città a una sorta di presa d’atto?».

Il progetto rischia di essere insostenibile per eccesso di funzioni pubbliche in capo al Comune?

«Sarebbe un’eresia prevederne un po’ meno?», ha domandato il consigliere.

Dubbi sorti nello stesso Partito democratico. «C’erano opinioni non unanimi sul progetto - ha confermato l’ex assessore - ma abbiamo scelto di provare a giocarcela internamente nel confronto tra noi (leggi Pd) e con la Giunta».

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