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Un anno fa il problema erano le... foto

Eppure il 31 agosto del 2015, quando i controlli avevano già evidenziato che il cemento era depotenziato, la Regione rispondeva con toni irridenti ad un’altra lettera (del 30 giugno 2015) con la...

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Eppure il 31 agosto del 2015, quando i controlli avevano già evidenziato che il cemento era depotenziato, la Regione rispondeva con toni irridenti ad un’altra lettera (del 30 giugno 2015) con la quale venivano chiesti chiarimenti sulle modalità di costruzione delle fondazioni.

Parole di grande autorevolezza che oggi suonano invece come imbarazzanti: «Sul cantiere sin dall’inizio è costantemente attivo il controllo della Direzione Lavori, del collaudatore statico e della Commissione di collaudo, ed inoltre, pur nelle deroghe concesse per gli interventi emergenziali, l’estensione e le modalità dei controlli, ed in particolare le accortezze costruttive adottate, risultano mediamente superiori a quelle di prassi riscontrabili in cantieri analoghi. Tutte le difformità riscontrate dalla direzione Lavori e dal collaudatore nel corso dei sopralluoghi, dei controlli, ed in seguito alle prove effettuate, ove emerse sono state risolte...».

È noto che la ditta appaltatrice ha poi rinunciato, e che da un anno San Felice si interroga sull’utilità di quell’opera e si gode lo spettacolo della ... “nutria scarnificata”. Allora quando furono mostrate a Regione e Comune le foto delle modalità operative delle fondamenta la risposta era stata: «Dagli angoli di visuale di diverse delle foto appare evidente che le stesse sono state scattate dall’interno del cantiere da soggetti non conosciuti e non autorizzati, circostanza che, per ragioni di sicurezza, appare di oggettiva ed assoluta gravità». Erano gravi le foto che documentavano la realtà, non il resto.

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