D’Autilia: «E ora il medico dialoghi con i genitori»
Il presidente dei Medici: «Siamo già scesi sotto la soglia di sicurezza. Sul web disinformazione»
Dottor D’Autilia, dal momento che lei è il presidente dell’Ordine dei medici di Modena, cosa pensa di questo riaccendersi della questione vaccinazione, tra il recente obbligo nazionale dell’Ordine ribadito per i medici a “consigliarle” e questo caso di una coppia di genitori modenesi divisi al punto da rivolgersi a un giudice?
«La posizione della Federazione degli ordini dei medici ha fornito una parola netta sull’obbligatorietà dei vaccini. Dobbiamo affrontare la cultura antivaccino che sta dilagando in questi tempi e sta creando seri problemi: siamo scesi sotto la soglia di sicurezza della popolazione fissata la 95% dei vaccinati».
Ma non esiste una libertà di scelta per vaccinarsi?
«Sì, esiste una libertà per il cittadino sancita dalla Costituzione ma per la vaccinazione la libertà del singolo finisce di fronte a quella del prossimo perché la responsabilità del singolo non può ricadere sulla collettività. Un bimbo non vaccinato in una classe può infettare anche tutti gli altri e questa è una responsabilità oggettiva».
E perché a Modena per la prima volta in Italia si è arrivati a un diverbio tale da chiedere a un giudice di sciogliere il nodo?
«Perché in un caso di diverbio simile deve intervenire il giudice. Non è che la madre può decidere lei e basta. È giusto che accada e che sia il giudice a decidere. Non è l’unico caso. Si pensi ai Testimoni di Geova. Ogni volta che c’è da fare una trasfusione si rifiutano e quindi il medico, in piena coscienza, deve rivolgersi al giudice per avere una autorizzazione d’urgenza a violare quanto ha deciso il parente del paziente in base ai suoi principi, anche lui Testimone di Geova e quindi contrario alla trasfusione. Poi il Testimone di Geova può ricorrere in appello ma nell’immediatezza di una situazione grave va presa questa decisione e deve prenderla un magistrato».
Oltre a sanzioni contro i vostri colleghi riottosi che non “consigliano” la vaccinazione, cosa potere fare voi medici?
«Ci sono due azioni urgenti, secondo me, che vano attuate contro queste decisioni di non vaccinare i figli. La prima è sicuramente ripristinare una buona relazione tra medico e genitori. Se non si crea, dilaga la disinformazione. Oggi il problema è nella rete: internet diffonde informazioni che non hanno fondamento scientifico. Per questo il medico deve parlare e spiegare».
E la seconda azione?
«Smetterla di dire che i colleghi pediatri e del servizio di Igiene pubblica che si occupano delle vaccinazioni non spiegano bene ai genitori cosa è un vaccino e che conseguenze può avere. Non è vero. A Modena si dà una informazione corretta sui rischi e i benefici delle vaccinazioni obbligatorie e va detto».
Si sostiene che la vaccinazione è a vantaggio degli interessi di Big Pharma...
«A me interessano gli effetti dei vaccini. E i vaccini sono farmaci come altri, sono tra i più testati e salvano le vite».
Ci sono medici che sconsigliano al vaccinazione?
«A Modena no, in generale in Italia non sono molti. C’è invece molta disinformazione su internet e ci sono genitori che credono che esistono alternative valide. Tutto questo accade perché i vaccini hanno debellato gravissime malattie, ma questo non significa che non esistono. Molti di quelli che criticano i vaccini non hanno mai visto un poliomielitico». (c.g.)
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