«Ecco perché Aimag non deve per forza fondersi in Hera»
Il Comitato per l’acqua pubblica torna alla carica sulla questione Aimag il cui futuro, lo ricordiamo, riguarda sotto diversi aspetti tutte le famiglie. Dopo il dibattito infuocato in occasione dei...
Il Comitato per l’acqua pubblica torna alla carica sulla questione Aimag il cui futuro, lo ricordiamo, riguarda sotto diversi aspetti tutte le famiglie. Dopo il dibattito infuocato in occasione dei Consigli uniti dei Comuni dell’Unione, oggi il Comitato spiega perché tecnicamente non è obbligatorio cedere Aimag ad Hera.
«I sindaci - spiega Roberto Galantini del Comitato - vorrebbero portare la discussione ad una specie di gioco delle tre carte: “chi vi piace di più fra i tre pretendenti al matrimonio?” È evidente a tutti che il vincente di questo gioco ha già un nome e comincia per “H”, ma noi del Comitato Acqua Pubblica riteniamo che tutto ciò nasconda una truffa gigantesca. È una menzogna - continua - il fatto che Aimag debba per forza fondersi con qualcuno più grande. Decisione, peraltro, non votata in alcun consiglio comunale. Le motivazioni - spiega Galantini - di questo presupposto sono tutte infondate, vediamole: 1) i sindaci hanno detto che sono in arrivo nuove norme nel settore dei servizi e ciò implica inadeguatezza di Aimag. Falso: le norme non sono ancora uscite, la stesura attuale prevede che solo le aziende ultrapiccole vadano chiuse; 2) i sindaci e i pochi ancora disposti a metter la faccia sulla chiusura di Aimag, ripetono con convinzione che “è imminente la gara del gas”. Ridicolo: si parla di questa gara dal 2001, ma ogni anno la sua scadenza viene rinviata (oggi si parla del 2020). Quindi, dovrebbe essere imminente una gara che da 16 anni slitta in avanti per la sua intrinseca impraticabilità. Ora, già nel 2008, col pretesto della “gara del gas” si è creato un legame tra Aimag ed Hera che, col senno di poi si è rivelato dannoso sotto tutti i punti di vista e, soprattutto, rischia di impedire proprio la partecipazione di Aimag alla stessa gara. Ora si vorrebbe ripetere lo stesso errore usando la stessa scusa; 3) il sindaco Bellelli ci ha ricordato questa grande verità: “mettetevi bene in testa che Aimag non è in-house”. Clamoroso: a causa di ciò Aimag non può ottenere l’affidamento diretto dei servizi, ma deve acquisirli con procedure di gara. Ora, noi del Comitato Acqua Pubblica abbiamo sempre suggerito che Aimag restasse (o tornasse) alla forma in-house, se oggi Aimag non lo è, il motivo è dovuto esclusivamente alle scelte fatte dai sindaci, come l'essersi associati ad altri entri diversi dai comuni. In altre parole vorrebbero risolvere un problema proprio loro che lo hanno creato e nello stesso modo in cui lo hanno fatto».
«Come se ne esce: tutto ciò che i sindaci vogliono ottenere con la fusione - conclude Galantini - può essere ottenuto anche con associazioni temporanee di imprese. Noi del Comitato Acqua Pubblica, per motivi esclusivamente democratici, chiediamo che, se Aimag avrà bisogno di allearsi con altre aziende, lo faccia attraverso raggruppamenti temporanei o altre forme di partnership non irreversibili e che non modifichino la proprietà ed il controllo della stessa Aimag, che deve rimanere in mano ai comuni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
