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Modena, San Damaso: «Cava Rubbiani, acqua velenosa»

Modena, San Damaso: «Cava Rubbiani, acqua velenosa»

Il caso a San Damaso. La consigliera Piccinini: «Le analisi di Arpa confermano che c’è ammoniaca»

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È un’acqua di pessima qualità quella riscontrata in falda presso “Cava Rubbiani” a San Damaso, assolutamente non potabile, chi può escludere che non possa arrivare fino ai rubinetti?

È quello che si chiede Sabina Piccinini, capogruppo della lista civica Nuovo San Cesario, che spiega cosa è emerso dalle rilevazioni di Arpa: «È’ preoccupante quello che emerge dalle analisi di un campione d'acqua prelevato circa un mese fa da un pozzetto a valle della cava dai tecnici di Arpa attivati dal nostro Gruppo Consiliare. “Cava Rubbiani” si trova al confine col Comune di San Cesario, regolarmente autorizzata dal Comune di Modena che non si capisce perchè, ha concesso ai cavatori di scavare aprendo la falda, contravvenendo a qualsiasi criterio di prudenza. Una situazione preoccupante, a fronte della quale non si può certo star tranquilli. L'ammoniaca, sostanza tossica che nelle acque potabili non dovrebbe proprio esistere, risulta presente in concentrazioni particolarmente elevate. Da dove possa provenire, Arpa non lo dice».

La storia è lunga nel tempo, purtroppo: «Che l'acqua di falda presso Cava Rubbiani possa avere dei problemi, il Comune di Modena così come Arpa lo sanno da tempo. Circa un anno fa, (giugno 2015) un laboratorio privato incaricato dai cavatori per gli autocontrolli rilevò nelle acque di falda un pesante inquinamento da ferro. Arpa però, inspiegabilmente, non ha effettuato alcuna analisi per verificare se questo inquinante, al pari di altri metalli pesanti, è tutt'ora presente nell'acqua di falda».

Piccinini torna indietro nel tempo al momento dell’ennesima denuncia: «Nel corso del sopralluogo in cava, Arpa ha prelevato un unico campione da un unico pozzetto di controllo, senza considerare minimamente l'acqua putrida ristagnante in cava, così come espressamente richiesto dal nostro Gruppo. Un unico prelievo e via, quando gli stessi cavatori, nei loro autocontrolli sono tenuti a farne almeno tre, in tre punti diversi, di cui uno a monte della cava. E proprio dagli autocontrolli effettuati circa un anno fa dai cavatori emerge il dato più inquietante: nel pozzetto a monte della cava, la qualità dell'acqua di falda risulta accettabile, tutto è nei limiti, poi però, a valle della cava, l'acqua diventa di pessima qualità, come testimoniato anche dalle recenti analisi di Arpa. Che dire? Prima della cava, acqua di falda buona, dopo la cava acqua di falda pessima. Chissà perché?».

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