Silingardi: «Le torri cadono perché non c’è sostenibilità»
Continua il dibattito, l’esponente Pd: «Occorre pensare prima alla sostanza e non al contenuto. La politica ha perso»
Continua il dibattito sul superamento delle due torri nel progetto Sant’Agostino, quello che era il segno distintivo che viene a decadere. Su Facebook il commento del nostro direttore Enrico Grazioli ha scatenato una serie di reazioni, tra cui quella di Paolo Silingardi, esponente Pd: «Ad una ad una cadono le Torri Sant’Agostino ed Ex Amcm, un comune destino e una lezione per la città. Io non ci sto al tedioso dibattito che a Modena non si può fare nulla - spiega nel suo intervento lo stesso Silingardi - che la città è ingessata, che un'intellighenzia ottusa blocca qualsiasi istanza di rilancio, sviluppo e crescita. La verità è che per troppo tempo si è data priorità al contenitore, più grande e costoso possibile, senza pensare che il “contenuto” viene prima, definisce bisogni ed esigenze e che soprattutto serve una visione forte e condivisa di una città che ha un impellente bisogno di cambiare direzione, orientandosi verso un paradigma che metta al centro la sostenibilità economica e ambientale di un modello di sviluppo che ha ormai decisamente abbandonato il cemento e il mattone come elemento trainante. Qui oggi si rivela in tutto il suo dramma la perdita di visione della politica, dei suoi attori fondamentali, i partiti. E a ben vedere i cittadini da tempo hanno dato segnali chiari sul desiderio di imprimere un cambiamento radicale nelle priorità e nelle scelte. In entrambi i casi il dibattito su cosa fare e sui contenuti sono partiti dal basso, costringendo le istituzioni ad un confronto per troppe volte subito».
E prosegue: «Le torri del Sant'Agostino cadono non perché brutte, ma perché il modello vincente nella gestione di un patrimonio bibliografico di valore mondiale è la digitalizzazione e non l'automazione nel prelievo dagli scaffali per testi che vengono mossi il meno possibile. Per non ricordare i costi della climatizzazione delle torri per garantire temperatura e umidità ideali, naturalmente garantiti nella loro sede storica. La torre dell’Ex Amcm cade perché anacronistica, pesante urbanisticamente, portatrice di un carico urbanistico eccessivo in un'area residenziale in cui la riqualificazione e la mobilità sono la priorità. Allora registriamo la lezione, Modena ha bisogno di rivedere logiche superate e ripensarsi su nuovi modelli, dove la qualità della vita, delle relazioni, della vivibilità della città, della sua facilità ad essere vissuta diventino il perno centrale. Non bisogna andare molto lontano per vedere le soluzioni adottate da altre realtà, con molte meno potenzialità delle nostre».
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