Don Geli torna a Braida «Stare tra amici fa bene»
Evangelista Margini riabbraccia la sua gente nel giorno dei 50 anni di sacerdozio «Confortante ritrovare una comunità che non ho dimenticato dopo tanto tempo»
Ventotto anni di permanenza in una parrocchia non si cancellano nemmeno dopo sedici di assenza.
Potrebbe essere questa la sintesi numerica della festa che ieri mattina ha visto la parrocchia di Braida stringersi attorno a don Evangelista Margini, per tutti don “Geli”, che ha celebrato una messa in città nella ricorrenza del suo 50° di sacerdozio. Reggiano di nascita, a settembre compirà 74 anni e lo scorso 26 giugno sono stati appunto cinquant’anni dalla consacrazione a sacerdote.
Dopo qualche anno di collaborazioni, don Geli arrivò a Braida come assistente dell’allora parroco don Carlo Padulini nel 1972 e tre anni dopo prese il suo posto (nel novembre 1975) incarico che ha mantenuto ininterrottamente fino all’autunno del 2000, quando il vescovo di Reggio Emilia lo chiamò per andare a dirigere la parrocchia di Castelnovo ne’ Monti, dove si trova tutt’ora. Tanta strada ha fatto sia la parrocchia che il quartiere, insieme al sacerdote reggiano. Basta ricordare la nascita del gruppo scout “Sassuolo 2”, la fondazione del gruppo dei ministri straordinari della comunione, la confraternita del Santissimo Sacramento. Ma, come detto, non solo parrocchia. Quando arrivò nel 1972, una delle prime “pietre” fu la fondazione dell’Unione sportiva Braida di calcio, dove divenne attivissimo (e presidente) l’attuale presidente del Sassuolo calcio Carlo Rossi e dove giocarono anche Giancarlo Corradini (poi scudettato col Napoli e ai vertici con la Juventus) ma anche la pallavolo femminile con la “Bra.Vo” (Braida volley). Ancora oggi restano tracce in cemento armato di questo passaggio, con il campo sportivo e spogliatoi, la palestra polivalente ed il circolo giovanile. Ieri nella chiesa parrocchiale era difficile entrare e tra coloro che sono in città e non in vacanza sono stati pochi coloro che hanno mancato l'appuntamento.
«Fa bene tornare tra tanti amici che non ho mai dimenticato e che non mi hanno mai dimenticato – ha detto don Geli – perchè significa che quando abbiamo insieme alcune cose ne rimane traccia. Ripensare a 44 anni addietro, quando arrivai molto giovane in questo posto, ed al cammino che ho fatto insieme a tanti di voi mi fa star bene».
Sulla Sassuolo di oggi don Geli si astiene. «Vivo dall’altra parte del Secchia ed in montagna – dice – per cui non conosco la cronaca quotidiana di quello che avviene in questi anni in città. Alcune cose mi vengono dette da chi mi viene a trovare ma credo che la vita continua bene anche se le difficoltà sono sempre tante, da ogni punto di vista, lavorativo e sociale».
Molti gli attestati di stima e riconoscenza da parte dei sassolesi che ogni tanto salgono a Castelnovo ne’ Monti per andare a trascorrere qualche ora in sua compagnia.
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