Gazzetta di Modena

Modena

Modena: scuola, il caos-docenti mette a rischio la partenza

Modena: scuola, il caos-docenti mette a rischio la partenza

Problemi per gli insegnanti appena immessi in ruolo e per le “chiamate dirette” «Dilettantismo e arroganza». Cisl critica le regole e i tempi imposti dal ministero

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Quale può essere la somma di «dilettantismo e arroganza»? Un ritardo dell'inizio delle scuole.

È la denuncia della Cisl Emilia Centrale. La “b acchettata” del sindacato al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, è di quelle che lasciano il segno. «Non ha voluto tenere in alcun conto i suggerimenti giunti da più parti - hanno rimarcato dalla sigla - rispetto a modi e tempi delle linee guida per l’assegnazione dei docenti da ambito a scuola previste dalla legge “buona scuola”».

Quali sarebbero gli effetti? Per la sede di Modena e Reggio i docenti appena immessi in ruolo rischiano di essere in sovrannumero; ci sono insegnanti che potrebbero essere assegnati ben lontani dalla loro residenza; senza dimenticare la “chiamata diretta” da parte dei presidi. Una scelta che dalla Cisl avevano suggerito di posticipare di un anno.

Nell’elenco delle critiche il concorso 2016, che potrebbe aver provocato uno slittamento per altre graduatorie (leggi infanzia e primaria). «Le nuove regole si sono rivelate prive di buon senso - ha attaccato senza mezze misure Monica Barbolini, segretaria generale della sigla - tanto che lanciamo l’allarme sull’effettiva praticabilità dei tempi stabiliti. In nessun conto è stato tenuto il lavoro svolto per più di un mese al tavolo di una sequenza contrattuale che avrebbe consentito di mettere a punto procedure contrassegnate da funzionalità, ma anche da oggettività, imparzialità e trasparenza».

La «superficialità» scelta dal Miur si vedrebbe dalla “chiamata diretta”. Per Barbolini i presidi hanno così tre giorni per vedere i curricula degli insegnanti, effettuare le proposte, affidare gli incarichi e comunicarli all’Ufficio scolastico regionale. A quest’ultimo, in un giorno, la definizione degli altri incarichi. Per la sindacalista ne hanno uno in più i docenti per sapere se hanno ricevuto proposte d’incarico, per accettarle e per essere convocati per eventuali colloqui. Guai ad andare in ferie nel frattempo.

Se ci sono più candidature concorrenti? Mancano le indicazioni per Barbolini. Lo stesso vale per gli Uffici scolastici regionali alle prese con docenti che non hanno inviato i cv. «Nemmeno da precari gli insegnanti avevano un simile trattamento», ha denunciato Barbolini.

Per la sindacalista c’è stato «un ostinato arroccamento ideologico del governo e del ministro quando sarebbe stato opportuno e ragionevole concedersi un supplemento di riflessione». (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google