Arletti abbandona il Pd: “terremoto” in Consiglio
«Intendo restare libero di esprimermi». Il segretario Reggiani non commenta L’uscita dopo il no alla fusione di Aimag in Hera. Le minoranze: «Ottima scelta»
Roberto Arletti lascia il gruppo consiliare del Pd ed entra nel cosiddetto “gruppo misto”, dove cioè finiscono i consiglieri che fuoriescono dallo schieramento in cui erano stati eletti.
A dire il vero Arletti aveva fatto sapere di avere fondato un suo gruppo dal nome “Carpi anch’io”, ma gli uffici municipali preposti lo hanno stoppato in quanto un nuovo gruppo non può essere formato da una sola persona. Il succo però non cambia e per Carpi ha il sapore di un “terremoto politico”. Lo dimostra l’imbarazzo (almeno così è parso a noi), di Marco Reggiani (segretario del Pd), che ha preferito non commentare la vicenda. Mentre il sindaco sul caso si è limitato a dire: «Non ho avuto ancora modo di parlargli; si tratta di una sua scelta...».
Molto meno laconici i capigruppo dei vari schieramenti, secondo i quali, in generale, «Arletti è sempre stato un “renziano” solitario e in sei anni da Consigliere non è mai stato davvero apprezzato dal suo gruppo». Qualcuno del Pd arriva a dire che in un qualche modo c’entra anche la delusione mai digerita di non essere stato scelto come candidato sindaco: «Poi - spiegano fonti interne del partito guidato da Reggiani - c’è la questione Aimag: Arletti ha preso il pretesto di essere contrario alla fusione in Hera della multiutility per dare le dimissioni, ma era da tempo che meditava questa uscita». E il diretto interessato che dice? Preferisce non parlare fino e che non avrà informato direttamente il Consiglio, cioè questa sera. Nel frattempo dà in pasto alla stampa il seguente scarno comunicato: «Intendo restare in maggioranza - scrive Arletti - ma libero di esprimermi di volta in volta in base alle mie competenze professionali e ad una valutazione politica nell'etica delle responsabilità». Il suo profondo malessere è esploso in occasione del Consiglio riunito dei 4 Comuni sulla questione Aimag quando a titolo personale (è non dunque come uomo del Pd), ha ribadito che «Aimag deve rimanere un’azienda al servizio dei cittadini ed è di fondamentale importanza che il territorio mantenga un ruolo decisionale» arrivando poi a ritenere che «il modello di fusione per incorporazione sia da respingere con determinazione».
«Siamo molto soddisfatti della scelta di Arletti - dice Giliola Pivetti di Carpi Futura - il Consiglio comunale così avrà una voce libera in più. Arletti è molto apprezzato per la sua onestà intellettuale che non segue direttive, ma che ragiona nel solo interesse del cittadino. Non è però riuscito nel suo intento e cioè quello di cambiare il Pd dall’interno».
«Ce lo aspettavamo - commenta Eros Gaddi del M5Stelle - come renziano era isolato. Nel Pd era l’unico che analizzava le cose nei fatti senza distorsioni dovute a ordini di squadra. Lo apprezziamo perché per lui, come per il nostro Movimento, sono più importanti le idee che il partito o le sue strutture politiche. Ciò che conta è migliorare la città, non soddisfare equilibrismi politici o interessi di potentati».
«Un solista - dice Massimo Barbi di Forza Italia - poche volte allineato col Partito democratico e quindi visto come un corpo estraneo nel suo stesso gruppo. Penso che si tratti di un momento per certi versi storico per la storia del Consiglio cittadino. Mai, infatti, chi è uscito dal Pci-Ds-Pds-Pd è rimasto nel gruppo misto. Si usciva e si scompariva. Ma Arletti è coraggioso perché ama ragionare con la sua testa. Insomma alla fine penso che queste dimissioni siano una bella notizia».
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