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«Collega colpito alle spalle con un pugno»

«Collega colpito alle spalle con un pugno»

Il racconto degli agenti feriti al pronto soccorso del Policlinico per le medicazioni dopo l’aggressione

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Bionda , occhi chiari, un camice bianco al posto della divisa, un livido in fronte e un braccio che si muove male. «Eravamo sul camper - spiega la vigilessa al pronto soccorso del Policlinico - e ci hanno chiamato perché c’erano due che urlavano, che litigavamo. Ci siamo avvicinate e subito l’uomo, uno biondo, si è allontanato. La donna sembrava essersi calmata, la mia collega le si è avvicinata per aiutarla, per chiedere se avesse bisogno e come risposta ha avuto un manrovescio micidiale che l’ha fatta volare per terra. Allora ho chiamato subito i rinforzi».

L’altro agente, quello intervenuto per ultimo, spiega: «Avevamo sentito della rissa e sono arrivato in auto col mio collega a bordo. Mentre fermavo la macchina e stavo scendendo ho visto il collega sul posto che teneva ferma la donna che urlava, abbracciandola dalla schiena. Contemporaneamente ho visto un uomo, un giovane che di corsa andava verso di lui. Ho pensato “bene, c’è qualche cittadino che viene in auto”. Invece era una illusione, era il tossico che entrava in azione. Ho visto che l’ha colpito alla nuca e poi, quando è caduto, ha iniziato a prenderlo a calci alle gambe e al torace. Io mi sono precipitato e ho cercato subito di bloccarlo ma c'era anche la donna che nel frattempo si era liberata. Ho preso dei colpì, ma non come il mio collega, portato qui al pronto soccorso in barella».

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