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Accordo Confimi: tra i metalmeccanici esplode la polemica

Accordo Confimi: tra i metalmeccanici esplode la polemica

Fiom minaccia vertenze dopo la firma da parte di Fim e Uilm «Rappresentano una minoranza: contratto inapplicabile»

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I metalmeccanici italiani sono da tempo in lotta con Federmeccanica per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro ma nel frattermpo è stato siglato l’accordo che riguarda la piccola e media industria Confimi. Un contratto che riguarda circa 5mila lavoratori metalmeccanici delle province di Modena e Reggio Emilia.

L’ipotesi di accordo, firmata a Roma da Fim e Uilm, sarà presentata ai lavoratori nelle prossime settimane con assemblee. «Il contratto Confimi costituisce un risultato molto importante per la categoria, perché valorizza il ruolo delle relazioni sindacali a beneficio delle tutele dei lavoratori – ha detto il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti – Questo accordo rappresenta un'indicazione di marcia per altre associazioni di impresa del settore metalmeccanico». Sul fronte della retribuzione l’ipotesi di contratto tra Confimi e Fim e Uilm prevede un aumento salariale di 25 euro mensili, al 5° livello, riparametrati a decorrere dal 1° settembre 2016, con l'impegno a definire entro aprile 2017 gli ulteriori incrementi retributivi per il secondo e terzo anno del contratto. È prevista una “una tantum” di 75 euro per i mesi di giugno, luglio e agosto correnti. Dal 2017 viene estesa la sanità integrativa a tutti i lavoratori e i familiari, si introduce il diritto soggettivo alla formazione professionale.

Ma la firma di questo accordo ha inevitabilmente provocato la reazione di Cesare Pizzolla e Sergio Guaitolini, rispettivamente segretari provinciali della Fiom di Modena e Reggio Emilia: «Abbiamo appreso - hanno dichiarato - che Fim e Uilm nazionali hanno sottoscritto l'accordo per il rinnovo del contratto per le aziende associate a Confimi. Di tale trattativa non eravamo al corrente noi né, tanto meno, i lavoratori interessati, sorge quindi una domanda spontanea: a che titolo e con che mandato si è svolta la trattativa? Ricordiamo a tutti che anche nelle imprese associate a Confimi, sia a Modena che a Reggio Emilia, la Fiom rappresenta oltre il 90% dei lavoratori sia in termini di iscrizione che di voto delle rappresentanze sindacali. Risulta quindi incomprensibile come una ristretta minoranza in termini di rappresentanza possa sottoscrivere un contratto collettivo nazionale per tutti i lavoratori. Troviamo contraddittorio, in un momento in cui sull'importante tavolo di Federmeccanica si sta provando unitariamente a rispondere all'attacco sferrato dalla controparte ai diritti dei lavoratori e al ruolo del contratto, che si possa sottoscrivere un accordo con queste modalità. Nel merito dell'accordo sottoscritto, ci limitiamo a sottolineare i due principali aspetti negativi: l'introduzione del salario d'ingresso per i nuovi assunti che determinerà, per un periodo medio lungo, una riduzione del salario sotto i minimi contrattuali; poi nell'accordo esiste la previsione di un pagamento di un importo di 80 euro per ogni nuova assunzione a salario ridotto certificata che le aziende verseranno ad una commissione di verifica, guarda caso formata anche da Fim e Uilm. La Fiom, laddove le imprese applicassero il contratto Confimi, avvierà una vertenza aziendale».

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