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Formaldeide nell’aria?

Formaldeide nell’aria?

Rilevata da strumento privato. Il sindaco: «Arpa chiarirà»

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FINALE. Valori vicini alla soglia della formaldeide, a cento metri e a due ore di distanza dall’incendio.

Li hanno misurati i cittadini, utilizzando lo strumento medico fornito da un professionista che era sul posto.

A certificare un livello di formaldeide (una delle sostanze considerate pericolose e presenti nella lavorazione dell’azienda, almeno a leggersi i dibatiti di questi anni) che ovviamente ha preoccupato.

«Il contatore di Pm (Particulate Matter) da non confondere con il misuratore di Pm su Mq3 (normale dotazione Arpa) rileva picchi significativi di particelle ultrafini, fino a 0,3 micrometri, ad un'ora circa dall'inizio dell’incendio. Il limite riferito non è in alcun modo assimilabile alle valutazioni Arpa, ma riflette un'istantanea del carico di particolato atmosferico», ha spiegato il proprietario ai presenti.

Fatto sta che negli ambienti di vita confinati, cioè nelle abitazioni l'Oms considera un valore ideale di sicurezza di Formaldeide inferiore a 0,1ppm. E ieri, all’aria aperta e lontano 100 metri, eravamo a 0,08 e 0,09.

La gente comincia a non fidarsi più, ma in una nota il Comune ha rassicurato che Arpae e Ausl che «si sono immediatamente attivate per i controlli e le rilevazioni di competenza».

«L’incendio - dice il sindaco Palazzi - ha destato molta preoccupazione, ma il pronto intervento dei vigili del fuoco, a cui va un mai scontato plauso, ha limitato i danni. Anche sul fronte dei lavoratori dell’azienda non vi sono persone coinvolte. Ora tocca ad Arpae e Ausl, dirci se si registrano danni ambientali e di che entità. Per quanto riguarda l’azienda, i danni subiti sono ingenti, sia all’impianto sia alle strumentazioni che rilevano le emissioni e che sono collocate sul camino incendiato. Per questo motivo la produzione è stata interrotta e l’impianto resterà spento fino a settembre, e comunque fino a quando non verranno ripristinate le condizioni di sicurezza, sia per gli operatori che per l’ambiente circostante».

Per decidere il da farsi ieri il proprietario Alberto Spallanzani si è a lungo confrontato con il responsabile dello stabilimento, Bassi. Al telefono ha risposto ad un assessore del Comune, Gianluca Borgatti: «Mi ha detto che l'incendio è domato e che l'impianto è spento», spiega tra l’altro Borgatti.

In vista del Consiglio di stasera, intanto, tutti affilano le armi: «Il sindaco faccia chiarezza, la commissione III che si occupa di ambiente e di cui faccio parte non è ancora stata convocata», dice Pierpaolo Salino, consigliere della Lista Civica per Finale. Analoga chiarezza - e determinazione - chiede Stefano Lugli della lista di Sinistra.

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