La rissa in stazione: lei è in carcere, a lui obbligo di firma
Attenderà in carcere il processo che si terrà il tribunale il 9 agosto, lui invece non dovrà allontanarsi da Modena e ogni mattina dovrà firmare presso la polizia giudiziaria. Si tratta dei due...
Attenderà in carcere il processo che si terrà il tribunale il 9 agosto, lui invece non dovrà allontanarsi da Modena e ogni mattina dovrà firmare presso la polizia giudiziaria. Si tratta dei due aggressori che l’altro pomeriggio hanno colpito con pugni, calci e sberloni cinque, e non quattro come avevamo precedentemente raccontato, agenti della Municipale, due dei quali vigilesse in servizio nei pressi della stazione con il camper informativo per i cittadini. In tribunale ieri doveva svolgersi la direttissima che si terrà, come detto, il 9 agosto: i difensori dei due accusati di lesioni e di resistenza a pubblico ufficiale hanno chiesto e ottenuto i termini di difesa.
In tribunale ieri si è ricostruito anche il background della coppia. Lui, A.T., 36enne italiano, con la famiglia che abita in città, fa la vita da sbandato e da qualche mese fa coppia fissa con M.T, la donna 34enne di origine brasiliana, seguita in cura presso un Centro di salute mentale, con precedenti specifici analoghi di resistenza e violenza a pubblico ufficiale per i quali era finita in carcere in passato a Bologna. La stazione dei treni è la loro casa, non è chiaro come si mantengano. L’altro pomeriggio i due avevano litigato, lei lo aveva graffiato e lui era insanguinato al volto. Lei urlava, lui si agitava: alcuni presenti avevano avvisato le vigilesse del camper e loro erano andate a vedere. L’uomo si era allontanato, lei sembrava essersi calmata quando invece ha colpito con un uno due una vigilessa. E poi la situazione è degenerata. La donna in aula ha nuovamente urlato a lungo, sostenendo di essere lei una vittima, di essere stata lei aggredita dalle vigilesse. Urla e tanta agitazione anche quando le è stato riferito che dovrà attendere in carcere il giorno del processo. Nel frattempo dopo la rissa in stazione si “contano i danni”: l’agente più colpito da calci e pugni ne avrà per 20 giorni, in virtù anche di una costola fratturata. Sette giorni di prognosi alla vigilessa colpita per prima al capo, tre giorni alla sua collega. Quattro giorni di prognosi al vigile intervenuto per bloccare il 36enne mentre stava pestando il colega a terra, e tre giorni ad un altro vigile, intervenuto pure lui per fermare i contendenti e che era stato trasportato a Baggiovara. Dunque un litigio e poi una rissa, tutta filmata dalle telecamere della rete comunale. Vigilesse impreparate, inermi di fronte a simili circostanze? In polizia municipale commentano che le vigilesse, come gli agenti maschi, intervengono in risse, in situazioni create da persone in preda ad alcol e a droghe, in situazioni che possono degenerare e dove possono comparire coltelli o quant’altro. Gli agenti hanno l’occhio e l’esperienza per capire quando si è in presenza di situazioni fortemente a rischio e tutti, maschi o femmine, in questi casi chiamano rinforzi proprio per affrontare la situazione anomala e dare sicurezza ai presenti. In stazione la situazione è invece esplosa in modo imprevedibile anche se, alla fine, è stata gestita e portata a termine con successo, con gli arresti effettuati dagli stessi agenti feriti.
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