Cassa d’espansione per dire stop agli allagamenti
Si è discussa martedì sera, in Consiglio Comunale, la delibera riguardante l’intervento di riqualificazione del Canale Cavata Orientale tramite l’ampliamento di una sua sezione e il posizionamento di...
Si è discussa martedì sera, in Consiglio Comunale, la delibera riguardante l’intervento di riqualificazione del Canale Cavata Orientale tramite l’ampliamento di una sua sezione e il posizionamento di una cassa di espansione in un’area che sarà oggetto di esproprio. Un progetto che costerà 2 milioni e 700 mila euro così distribuiti: 2 milioni a carico di Aimag, 400 mila del Comune (per le pratiche di esproprio e previsti nel piano di investimenti 2016), 314 mila del Consorzio di Bonifica Emilia Romagna (cofinanziati dall’Unione europea).
«L’iter – ha spiegato l’architetto Palladino - sarà sottoposto a una valutazione di impatto ambientale da parte della Regione».
Monica Medici, del Movimento 5 Stelle, ha interrogato i tecnici riguardo la dislocazione dello scolmatore Aimag, a valle del ponte di via Lama di Quartirolo Interna. «Esso non è in grado di accogliere un’ulteriore portata di acqua piovana – ha spiegato l’ingegner Marco Monaci del Consorzio – da qui, la necessità di intervenire per evitare allagamenti. Si è deciso di aumentare lo spazio a disposizione allargando la sezione della Cavata e costruendo una cassa di espansione che fungerà da bacino di accumulo. Perché scaricare a valle? Così da non avere strozzature e facilitare il deflusso». La fognatura di Carpi, quando piove, non è in grado di raccogliere i liquidi che così invadono la strada: in tal modo, Aimag sposterà il problema sulla Cavata, in grado di risolvere il problema differentemente da quel che avviene in ambito cittadino. La zona individuata per il progetto e che sarà sottoposta a esproprio è agricola. «È assurdo usare un terreno agricolo, anziché zone edificabili non utilizzate – ha affermato Monica Medici – forse non si vogliono toccare gli interessi economici di qualcuno? Perché alcune zone possono essere espropriate e altre no?». Altresì Anna Azzi, di Carpi Futura, che ha espresso «amarezza, stasera, per l’assenza dell’assessore competente. Espropriare terreni non agricoli sarebbe costato di più? E’ demagogia». Paolo Pettenati, pure lui di Carpi Futura, ha sottolineato come il progetto del Parco Lama, piuttosto, «avrebbe meritato finanziamenti». Con i soli voti contrari del Movimento 5 Stelle e di Carpi Futura, la delibera è stata approvata e resa esecutiva.
Valeria Cammarota
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