Dall’erba alta alle querele: scontro M5s-Pd
Formigine. Il pentastellato Cipriano porta in tribunale due consiglieri Dem: «Quel parco non era mio»
FORMIGINE. Il caso dell’erba alta nelle aree verdi di Formigine sfocia in una querela nei confronti di due consiglieri Pd, Francesco Gelmuzzi e Nicola Benassi. A portarli in tribunale il 5 Stelle Rocco Cipriano per il «notevole turbamento psicofisico e stress» che gli è stato procurato non solo dalle frasi scritte su Facebook dai due Dem, ma anche dai tanti commenti negativi (ridicolo, cretino patentato, ecc) nei suoi confronti apparsi in tutti i post che si riferivano alla vicenda.
Questo il succo della querela, ma per poterla comprendere occorre fare un passo indietro e tornare in primavera, quando i 5 Stelle girarono un video ironico (dal titolo Formigine, il fenomeno dei boschi spontanei) nel parco posto tra via Podgora e via Lisiat, paragonandolo ad una sorta di safari, a causa dell’erba alta. Il caso finì in consiglio comunale con l’assessore ai Lavori Pubblici Armando Pagliani che precisava non solo che il parco non fosse del Comune ma che lo stesso pentastellato fosse «uno dei proprietari».
La querelle diventa di dominio pubblico, anche tramite i social network; Gelmuzzi e Benassi scrivono dei post ironici su Facebook riguardanti la vicenda (privi di qualunque tipo di offesa esplicita, ndr) e si scatena l’ilarità - e l’ira - di diversi utenti che commentano la notizia con frasi del tipo “A quale altro ladro corrotto parassita dobbiamo dare il voto” oppure “ridicolo” e ancora “e questo sarà uno dei più intelligenti”.
«Nei giorni seguenti - afferma Cipriano - ho effettuato ricerche in conservatoria per meglio comprendere la situazione. Infine, documenti alla mano, in Consiglio Comunale il 30 giugno, illustrando nel dettaglio l’errore in cui erano avventatamente incorsi, ho chiesto scuse pubbliche augurandomi che fatti così incresciosi non si ripetessero per il futuro. Scuse che non sono mai arrivate e dunque ho incaricato i miei avvocati affinché ne sia valutata la penale rilevanza e la conseguente responsabilità degli autori».
«È stata scritta la più brutta pagina del Consiglio Comunale da quando è stato istituito – continua Cipriano – non ho ben compreso quale fosse il loro l’intento, forse fare pressione su un libero cittadino? Forse far desistere i cittadini dal sollevare critiche all’amministrazione? Forse intimidire un Consigliere di opposizione?». (gib)
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