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I Pokemon dilagano a Modena: ora si trovano anche al cimitero...

di Giovanni Balugani
I Pokemon dilagano a Modena: ora si trovano anche al cimitero...

Sta al buon senso dei giocatori decidere se invadere luoghi di rispetto: violati pronto soccorso e chiese

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MODENA. È la moda dilagante dell’estate, non solo a Modena o in Italia, ma in tutto il mondo. Da Tokyo a New York, da Londra a Roma, Pokemon è il gioco più in voga del momento. E a quindici giorni dalla sua uscita le polemiche non si placano, con notizie più o meno verificate di incidenti stradali causati dalla applicazione telefonica più scaricata nel globo, invasioni di proprietà private da parte dei cacciatori alla ricerca del “mostricciattolo” più raro e altri allarmi, come la presenza dei Pokemon in luoghi dal valore storico e sociale incommensurabili, come ad esempio il campo di concentramento di Auschwitz.

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Così ci siamo chiesti, e Modena? I luoghi sacri o istituzionali della città sono de-Pokemonizzati? La risposta è no.Li si trova ovunque, nel Duomo, al Pronto soccorso del Policlinico, in Tribunale e perfino nel cimitero di San Cataldo. Per comprendere il perché appaiano in certi luoghi bisogna comprendere prima la tecnologia del gioco. La applicazione proietta il giocatore in una realtà virtuale estrapolata da Google maps, in cui un algoritmo fa apparire i Pokemon di tanto in tanto, senza ovviamente tenere conto del fatto che ci si trovi in un parco o in una chiesa, in un ristorante o in una scuola. A quel punto tocca alla sensibilità e al senso civico del giocatore evitare di addentrarsi in certi luoghi per accaparrarsi il Pokemon. Ma il gioco vive anche di Poke Stop, ossia di punti fissi in cui il giocatore può sostanzialmente fare rifornimento (ci perdonino i lettori più esperti e preparati).


Si tratta di luoghi fissi e immutabili e per comodità i programmatori del gioco hanno scelto luoghi di ritrovo (come i parchi o il centro storico di città e paesi), le chiese (ma anche i cippi nelle strade di campagna) e, non si sa per quale motivo, nel calderone di queste posizioni prescelte ci sono finiti anche gli ospedali, i monumenti, alcuni edifici istituzionali e soprattutto i cimiteri. Ed è così che entrando in Duomo (dove c’è un Poke Stop) ecco apparire un Pokemon volante, incurante di trovarsi in un luogo sacro. Un mostriciattolo appare alle porte del Tribunale, uno si insinua nell’ingresso del pronto soccorso del Policlinico, all’Università se ne trovano a bizzeffe. Ma per dovere di cronaca siamo entrati a San Cataldo, per capire se esistesse qualche sorta di blocco informatico per i cimiteri: effettivamente la presenza è assai limitata rispetto al centro città, ma anche qui si materializza un Pokemon (oltre al Poke Stop che è accessibile, però, anche senza oltrepassare l’ingresso). Qualche Pokemon fa addirittura sosta da Bottura (chissà come lo chef potrebbe cucinarli). L’unico punto sensibile che non siamo riusciti a testare è il carcere di Sant’Anna: ma lì, proprio, non siamo riusciti ad entrare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

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