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Il “calcio a bolle” fa divertire Sant’Antonio

Il “calcio a bolle” fa divertire Sant’Antonio

Si chiama Bubble Football ed è nato in Norvegia: la polisportiva Pavullese organizza il primo torneo

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PAVULLO. Il bubble football arriva a Pavullo, con la sua carica di movimenti scomposti e divertimento assicurato. È stato presentato venerdì sera a Sant’Antonio, con tanto di effervescente dimostrazione pratica, il torneo che il 4, 5 e 6 agosto (dalle 20.30) porterà una novità assoluta in montagna: la sfida a calcetto (a 5) con giocatori incapsulati in gigantesche bolle di gomma fonte di innumerevoli (e assolutamente innocui) scontri e rotolate su campo.

L’idea è del settore Pallacanestro della Polisportiva Pavullese, che con Mimmo Musardo, Filippo Montanini, Matteo Niesi e Pietro Goglia negli ultimi anni, insieme alla gestione, si è fatto carico di tante iniziative di rilancio degli impianti della frazione, dove c’è una fitta presenza industriale ma spesso poche occasioni di svago per i ragazzi. Il gruppo, in sinergia col Comune, ha ridato nuova vita agli impianti sportivi, abbellendoli con diversi interventi (dalle nuove reti alla ripulitura del fondo in sintetico) grazie al volontariato e alle entrate delle quote. È stato organizzato anche un servizio di vigilanza pomeridiano e serale, per dare alle famiglie la libertà di lasciare qui i loro figli. E ora la vocazione sociale degli spazi viene rilanciata con questo torneo da cui ci si aspetta tanta partecipazione e divertimento: «In pochissimo tempo il bubble football dalla Norvegia ha conquistato il mondo – ha sottolineato Musardo – e ci siam detti: perché non portarlo qui? Abbiamo affittato le bolle gonfiabili da una ditta di Modena e stiamo dando corpo al nostro piccolo sogno. Ci sono già sei squadre iscritte, miste ragazzi e ragazze perché non conta la competizione ma divertirsi. La speranza è di arrivare a 18, per farne un grande evento di montagna».

C’è tempo fino al 2 agosto per partecipare, dai 16 anni in su (tempi di dieci minuti), per info 331 5606207. La prima, fatta di abbondanti rotolamenti, è piaciuta moltissimo ai ragazzi sperimentatori: «È bellissimo, non si pensa al risultato ma solo a divertirsi» ha garantito Stefano Guidicelli. «È davvero un liberare lo spirito, uno staccare la mente da tutto – ha detto Federico Rossetti – e chiunque può mettersi in gioco». (dm)

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