L’Appennino “scompare” dal consiglio provinciale
Pavullo. L’uscita di scena di Canovi libera l’ingresso del sindaco di Camposanto Sarà lo stesso presidente Muzzarelli a difendere gli interessi della montagna
PAVULLO. L’uscita di scena di Romano Canovi al termine della sua seconda legislatura a Pavullo ha conseguenze dirette anche sul Consiglio provinciale, dove adesso non c’è più un rappresentante diretto della montagna. Nella seduta dello scorso 11 luglio infatti a Modena si è preso atto della sua decadenza a consigliere per cessazione di mandato (la Provincia è ora un ente di secondo grado dove sono nominati solo già eletti) e si è proceduto alla sua sostituzione nell’ambito della maggioranza con il primo dei non eletti tra le fila della lista di centrosinistra “Insieme per una nuova Provincia” che nell’ottobre 2014 portò alla vittoria e alla nomina a presidente del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Si tratta di Antonella Baldini, sindaco di Camposanto. E ora il Consiglio risulta composto, per la maggioranza, da Muzzarelli, Maino Benatti (Mirandola), Maria Costi (Formigine), Emilia Muratori (Marano), Claudio Pistoni (Sassuolo), Stefano Reggianini (Castelfranco), Francesca Silvestri (Bastiglia), Roberto Solomita (Soliera) e Luisa Turci (Novi). Per l’opposizione ci sono invece tra le fila di “Unione Modena Civica” Germano Caroli (Savignano) e Giorgio Verrini (Carpi) e per Forza Italia Ugo Liberi (Sassuolo). L’Appennino scompare e la Bassa aggiunge un rappresentante. Non per volontà, ovviamente, ma per scorrimento di una graduatoria secondo legge. Però l’effetto non può non lasciar perplessi: «Dispiace anche a me che la montagna non abbia più un rappresentante diretto – osserva Canovi – perché nonostante i suoi soli 44mila abitanti è un territorio vastissimo e fondamentale nell’economia provinciale. Io fui eletto grazie a voti di consiglieri di Modena che condividevano con il sindaco Muzzarelli la necessità di avere in Consiglio una figura del Frignano. Adesso spero che di questa sensibilità si faccia interprete lo stesso Muzzarelli, a fronte della sua esperienza fananese. Sono certo che non mancherà, però non posso non auspicare che torni ad esserci un consigliere specifico per il territorio, ma si dovranno attendere le nuove elezioni provinciali». Cioè almeno tre anni, quando si andrà al rinnovo generale dei Comuni. Intanto, a più di un mese ormai dal colpo di scena del ballottaggio che ha portato con Luciano Biolchini il centrodestra al governo di Pavullo, Canovi, pur nella pace agreste della sua Monzone, sente ancora tutta la difficoltà del momento: «Sono in lutto stretto – sottolinea – mentre curo l’orto penso e ripenso al perché sia finita così. Non riesco ancora a capire cosa sia successo nella testa dei pavullesi».
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