La reazione di Ecobloks «Noi inquiniamo? Falso»
Finale. Spallanzani, titolare dello stabilimento, nega che la fabbrica sia rischiosa «Veniteci a visitare, chiederemo a chi ci accusa di dimostrare le sue illazioni»
FINALE. Ecobloks rassicura sulla salubrità dell’impianto, limita la portata inquinante dell’incendio di martedì e paventa azioni legali contro quanti passeranno il limite delle critiche non comprovate. È un po’ questo il filo conduttore della nota diffusa ieri dall’azienda che lavora legname e produce pallet in via Abbà e Motto, al centro di un nuovo incidente che ha allarmato migliaia di persone, dopo anni di polemiche e il recente episodio della polvere sparsa ovunque.
«Lunedì alle 10 circa, a causa di un corto circuito ad un trasformatore posto sulla sommità del filtro di depurazione fumi, si è propagato un incendio domato dal pronto ed efficiente intervento dei vigili del fuoco verso le ore 12», spiega il titolare Alberto Spallanzani.
La nota precisa che sono andati distrutti tutti gli strumenti di rilevazione degli inquinanti rendendo necessaria la fermata della fabbrica.
Ammette anche che si è levata in atmosfera una nube nera che ha allarmato i residenti e le autorità accorse, ma precisa: «Questo fumo è stato solo ed esclusivamente il prodotto della combustione dei residui di legno presenti all’interno del filtro e nessun altro materiale è bruciato».
«In questa pur non favorevole occasione la Ecobloks intende chiarire le affermazioni che non solo ieri ma dalla entrata in funzione della Fabbrica si rinnovano periodicamente», contrattacca Spallanzani.
«Lo stabilimento ottiene la energia termica necessaria al suo funzionamento solo ed esclusivamente bruciando corteccia di pioppo o triturato di legno vergine ottenuto dalla pulizia dei boschi. Pertanto né “rifiuti radioattivi” né “rifiuti solidi urbani” e tantomeno carbone o altri materiali di fantasia vengono utilizzati».
«Per la produzione dei blocchetti distanziatori per pallet viene utilizzato scarto di legno proveniente da isole ecologiche certificate ed appartenenti al circuito Rilegno. Tutti i rifiuti in entrata sono certificati Pefc e Remade in Italy organi certificatori che attestano la esclusiva provenienza Italiana del legno. Tutte le resine utilizzate sono fornite per questo tipo di prodotto, dalla più importante Società chimica Italiana soggetta a severi controlli sulle materie prime utilizzate».
A proposito delle emissioni della centrale termica «pur bruciando solo ed esclusivamente legno vergine, sono controllate in continuo 24 ore al giorno e registrate su appositi Server inaccessibili».
«Non si comprende - chiosa Spallanzani a nome dell’azienda - l’attenzione e l’ ostilità riscontrate in questi anni, promosse da comitati che, più volte invitati a visitare la fabbrica accompagnati da esperti di loro fiducia, non si sono mai presentati. Stabilimenti simili ad Ecobloks ne esistono nelle provincie di Udine, Mantova, Piacenza, Pavia, Salerno, sono tutti produttori di pannello per mobili ma il processo industriale è identico a quello di Ecobloks, sono tutte fabbriche molto più grandi e convivono pacificamente da decenni con le popolazioni locali».
Ecobloks, «ultima Fabbrica nata di questo tipo ha ottenuto una Valutazione Impatto Ambientale la più restrittiva a livello nazionale».
Ecobloks rinnova infine «l’invito ai promotori delle proteste a visitare la stabilimento a condizione che siano accompagnati da persone competenti di loro fiducia, e avverte anche che la diffusione di informazioni gravi come quelle sentite in varie occasioni, rappresentano un grave danno di immagine per la società che si rapporta quotidianamente con clienti, fornitori, istituzioni, banche. Su tali affermazioni, la Società si riserva di richiedere agli interessati la documentazione a sostegno di tali affermazioni». (ase)
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