«Viaggio allucinante da Modena: il treno come un forno»
Fino a Lecce in prima classe sul Freccibianca: niente aria condizionata «Si soffocava e nessuno è intervenuto, la gente è scappata dalla carrozza»
MODENA. A volte viaggiare in prima classe non è il massimo della comodità. Ne sanno qualcosa due modenesi diretti a Lecce per una vacanza, saliti in stazione su un Frecciabianca: alta velocità di crociera, ma basso livello di efficienza nei servizi. «Un viaggio allucinante che ci è costato quasi 180 euro», racconta uno degli sfortunati passeggeri del treno 35711 delle Ferrovie dello Stato. Sola andata, 88 euro a testa.
Crisi di calore assurdo. «Dopo esserci accomodati nei nostri posti, sulla carrozza 1, ci siamo accorti che qualciosa non andava: si sentiva molto caldo e dopo un po’ il clima era diventato rovente… Avete presente quando ci sono quaranta gradi? L'aria condizionata non funzionava e nel vagone si soffocava. Abbiamo segnalato la situazione all'addetto e lui ci ha confermato che effettivamente nelle carrozze 1 e 3 l'impianto di aria condizionata aveva qualche problema». Sul momento, il forte disagio è stato “curato” con alcune bottigliette d'acqua gentilmente offerte dal Frecciabianca ai passeggeri accaldati. Poi la situazione è precipitata.
L'addetto rassicura e saluta. «Il caldo cresceva. L'addetto, vista la temperatura nella carrozza, ci ha spiegato che alla stazione di Ancona ci avrebbe fatto sedere nella carrozza 2, dove l'aria condizionata era in funzione. Lui ad Ancona sarebbe sceso, ha aggiunto, ma prima avrebbe informato il collega a inizio turno. Intanto qualcuno già cercava di andarsene dalla carrozza…».
Il nuovo addetto. Ad Ancona sale il nuovo addetto. «Appena partiti, gli abbiamo fatto presente che l'aria condizionata non funzionava. E lui ci ha risposto che non era vero, che tutto era a posto! Ma alla fine anche lui ha dovuto ammettere che il caldo era insopportabile. Ma non ci avrebbe spostato perché le altre carrozza di prima classe erano piene. Detto questo, è sparito. Non si è più visto».
La rivolta dei passeggeri. A quel punto, i passeggeri hanno deciso di trovare una soluzione autonoma: qualcuno si è spostato nello spazio tra le carrozze, in piedi ma almeno con un po' d'aria. Altri sono letteralmente fuggiti da quella fornace alla ricerca di posti liberi in altri vagoni: «Noi siamo andati in seconda classe, abbiamo trovato due posti e ci siamo seduti lì in attesa di un controllore. Che non si è mai visto! Nessuno da Modena a Lecce ha controllato i biglietti».
Arrivati a Lecce, ultimo capitolo della disavventura: «Siamo scesi, ancora frastornati dal caldo e dal disagio patito. Abbiamo chiesto informazioni per sapere se erano previsti rimborsi per un viaggio di qual genere, a quaranta gradi. Ci hanno spiegato che abbiamo diritto a uno sconto sul prossimo viaggio. Ma nessuno dei due addetti sul Frecciabianca, che pure avevano verificato i disagi dei viaggiatori, ci aveva informato». Presto si porrà il problema del viaggio di ritorno Lecce-Modena, magari sempre con le Ferrovie dello Stato. «Verrebbe voglia di farsela a piadi - conclude il modenese - ma è un po' lunga…».
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