Gazzetta di Modena

Modena

Incendio doloso distrugge lo stabilimento ex Saicis

di Giovanni Balugani

Colonna di fumo visibile da chilometri, i pompieri sfondano il cancello per entrare Negli anni era diventata rifugio per sbandati ma anche ritrovo per giovanissimi

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FIORANO. L’allarme è scattato attorno alle 17 di ieri, quando un’altissima colonna di fumo nero si è alzata nel cielo di Ubersetto ed era ben visibile da diversi chilometri di distanza. A produrre quell’imponente nube era il violento incendio divampato all’interno dei capannoni dismessi della Hi-Tech Saicis, una ceramica fallita nel 2010 (tra i proprietari la famiglia Zini).

In tanti hanno chiamato i vigili del fuoco, che sono accorsi in via Giardini Sud 62 (siamo ancora nel territorio comunale di Fiorano) con diverse squadre. Dopo aver sfondato il cancello d’ingresso con il camioni, si sono trovati di fronte una situazione piuttosto complessa, dato che lo stabilimento della Saicis è lungo oltre un centinaio di metri ed è diviso in tre settori. Il rogo si è sviluppato in quello centrale che, quando l’azienda era ancora in funzione, fungeva da palazzina adibita ad uffici. Nonostante il fallimento, all’interno vi erano ancora gli arredamenti, molti in compensato e quindi le fiamme si sono alimentate con forza. I vigili del fuoco hanno avuto enormi difficoltà per riuscire a pompare acqua all’interno, l’unica soluzione è stata quella di utilizzare l’autoscala per issarsi fino ai finestroni posti appena sotto il tetto. Da lì hanno potuto iniziare a domare le fiamme con gli idranti.

Hanno impiegato diverse ore prima di avere la meglio del rogo, che man a mano ha perso forza così come la colonna di fumo. Nel corso delle operazioni un vigile del fuoco ha avuto un malore ed è stato trasportato in ambulanza nel vicino pronto soccorso di Baggiovara.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri delle stazioni di Fiorano e Maranello: ai militari toccherà il compito di capire quali siano state le cause scatenanti dell’incendio, ma è chiaro che si sia trattato di un atto doloso. Tra le ipotesi anche il vandalismo, dato che nel corso degli anni quello stabilimento abbandonato era diventato rifugio per sbandati, tanto che la recinzione posta all’esterno del perimetro è divelta in alcuni punti e almeno una delle porte di ingresso è stata trovata forzata. Ma oltre a questa tipologia di “inquilini abusivi” nelle ultime settimane nell’ampio parcheggio della Saicis erano stati visti gruppi di ragazzini e bambini intrufolarsi per giocare. Al momento, inoltre, non si può escludere che le fiamme siano legate alla chiusura della ceramica: è ancora in corso il procedimento fallimentare. Presenti anche gli uomini di Arpae, giunti dalla sede di Maranello, per valutare i possibili danni ambientali prodotti dal rogo: l’odore di plastica era molto forte e si percepiva anche dalle zone limitrofe.

L’incendio, a due passi dalla Giardini, ha causato anche forti rallentamenti per la preoccupazione degli automobilisti nel vedere quell’enorme fumo nero. C’è stato quindi molto lavoro per gli uomini della municipale, calcolando soprattutto l’intenso traffico dell’ora di punta.

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