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Incontro col Papa, gioia e commozione per i ragazzi di Modena

di Federico Covili
Incontro col Papa, gioia e commozione per i ragazzi di Modena

Primo momento con Francesco per i pellegrini. Il vescovo sul sacerdote giustiziato dall’Isis: «Educare per non avere paura»

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CRACOVIA. Mattinata insieme a Skawa, giovedì, per i giovani modenesi. Prima dell'incontro a Cracovia con Papa Francesco i pellegrini si sono ritrovati con il vescovo Erio Castellucci che ha risposto alle loro domande sulla misericordia, tema principale di questo anno ecclesiastico e della Giornata mondiale della Gioventù polacca.

«Se dovessi trovare un sinonimo laico al termine misericordia - ha detto il vescovo Castellucci - userei gratuità. Dio ci ha creato gratis. E riconosciamo la misericordia di Dio dal tasso di gratuità che c'è nei rapporti umani. Essa è quel “di più” che non fa notizia ma che fa andare avanti il mondo. Per capire la gratuità non è indispensabile la fede, ma la fede le dà una maggiore profondità e la radica in Gesù. Sarebbe bello se tutti gli uomini trovassero nelle opere di misericordia un punto di incontro. La misericordia - ha continuato don Erio - non è la cancellazione della giustizia, come quel “6 politico” che alcuni chiedevano a scuola negli anni '70, ma è l'applicazione della giustizia secondo la situazione di ciascuno».

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Non è mancato un accenno ai fatti delle ultime ore, all’attualità che ovviamente ha risuonato in modo roboante tra il popolo della Giornata Mondiale della Gioventù: i fatti di Rouen, con l’assassinio del sacerdote in chiesa rivendicato dall’Isis, ha scosso un po’ tutti.

«Ci sono tre strade - ha risposto il vescovo a un ragazzo che gli chiedeva come risolvere i fenomeni di violenza che stanno insanguinando il mondo - e tutte e tre iniziano con la “p”. La prima è reagire di pancia ed è quello che vorrebbe chi organizza queste stragi. Ma la pancia non invita a ragionare e porta a cortocircuiti pericolosi e assurdi. La seconda strada è quella della piazza, intesa in senso nobile, come la via di chi vuole reagire con fermezza. Se prima ci si basava sulla deformazione dei fatti, qui si passa all'informazione di chi è consapevole dei problemi e vuole affrontarli in modo serio. Ma anche questa strada non sempre basta. È necessaria anche una terza via, vale a dire la penna. Il futuro è nella educazione, è educando nuove generazioni che possiamo vincere la strategia del terrore. Tanti, anche nelle nostre parrocchie, hanno sperimentato che la convivenza e il rispetto sono possibili. Per questo - ha concluso don Erio - sono d'accordo con Bagnasco quando ieri vi ha chiesto di tornare a casa e “infiammare” il nostro Paese. Un milione di giovani che si trovano a pregare, sulla bilancia del mondo, sono più importanti dell'azione di un pazzo».

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La giornata è poi proseguita con i momenti organizzati per gli oltre settecento pellegrini, ormai ottocento a dire la verità, che hanno portato una nutrita delegazione modenese di centinaia di persone a spostarsi dal centro di Cracovia al luogo di incontro con Papa Francesco, il primo dei quattro giorni che culmineranno con la messa di domenica.

Un momento davvero emozionante e toccante, per tutti. Papa Francesco tocca i cuori e le anime dei pellegrini, e i pellegrini rispondono a gran voce nonostante le intemperie. Già, perché anche ieri è piovuto, il meteo non ha aiutato, ma nulla ha fermato il popolo della Giornata Mondiale della Gioventù che anche oggi vivrà una esperienza intensa, tra momenti di preghiera insieme e riflessioni. Il clou della giornata è rappresentato prima dalla catechesi nelle parrocchie, poi al pomeriggio la Via Crucis sempre con Papa Francesco.

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