Le pagelle della sanità modenese, Pronto Soccorso: troppa attesa
Il dato più preoccupante è quello che riguarda l’abbandono del Ps da parte dei pazienti in cura Nel complesso i numeri sono negativi per i tumori, più incoraggianti per le malattie circolatorie
MODENA. Non sarà una promozione a pieni voti, prestazioni che hanno ottenuto una scarsa valutazione ce ne sono e riguardano servizi cruciali come il Pronto soccorso dove il tasso di abbandono continua ad essere alto. Ma la “pagella” che la sanità modenese ha ottenuto dopo essere stata messa (volontariamente) sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori del laboratorio Management e Sanità (Mes) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha più virtuosità che criticità, con punte di eccellenza regionali come nel caso degli screening oncologici e dei servizi materno-infantile.
Sono 270 gli indicatori analizzati dai ricercatori, a 115 di questi – sintetizzati in 35 settori - è associata una valutazione rappresentata in 5 fasce di valutazione a cui ogni anno si sottopongono volontariamente 11 regioni italiane e le province autonome di Trento e Bolzano, un vero e proprio network che consente così di testare (e confrontare) ogni anno le performance delle aziende sanitarie e lo stato di salute della popolazione. Per l’Ausl di Modena gli esiti della valutazione restituiscono più sorrisi che grattacapi, ma ciò che comunque preoccupa, ma vale per tutti, è la situazione dei Pronto Soccorso: gli ospedali modenesi si beccano uno “scarso” per quanto riguarda il tasso degli abbandoni che peggiora (seppur di poco) rispetto allo scorso anno attestandosi sul 4,89%.
Le cose vanno peggio solo per l’Ausl di Bologna, per quella della Romagna e per l’azienda ospedaliera di Reggio Emilia, ma migliorano notevolmente nella valutazione complessiva che analizza il percorso emergenza-urgenza dove l’Ausl di Modena è invece in quinta posizione. Anche qui gli indici che portano poi al risultato finale sono contrastanti, con punte di eccellenza nell’invio entro 8 ore dei pazienti che necessitano di ricovero (nel 93,56% dei casi) e bocciature per le visite entro un’ora per i codici verdi (avviene solo per il 67,70% degli accessi). Un grattacapo di non poco conto quello dei Pronto Soccorso, le cui criticità diffuse sul tutto il territorio regionale (e nazionale) sono all’ordine del giorno nelle agende del Ministero della Sanità e dunque non riguardano certamente il solo distretto modenese che invece riesce a brillare negli altri servizi offerti, a cominciare dal primato regionale nel percorso materno-infantile (valutazione ottima) che prende in esame la percentuale dei tagli cesarei, di quelli indotti, le casistiche negative, etc.
Altra eccellenza è lo screening oncologico, sia riguardo la mammografia che la cervice uterina e i valori sono più che soddisfacenti (esito “buono”) anche nel percorso oncologico con l’Ausl di Modena al terzo posto in regione nella valutazione che prende in esame i volumi di interventi e nella media per i temi di attesa per gli interventi, con eccellenze per i tumori al colon e all’utero e lunghe attese per quelli alla prostata. In fascia verde chiaro con esito “buono” anche le performance per la copertura vaccinale (ai vertici con Piacenza e Imola), per le cure domiciliari, per l’efficienza prescrittiva farmaceutica (primo posto in regione) e per la “qualità dei processi”, valore – quest’ultimo – che include indici fondamentali per valutare l’efficienza sanitaria, come nel caso delle fratture da femore operate entro due giorni (71,21% dei casi).
Riguardo, invece, all’altro valore su cui tutte le Regioni lavorano per ottimizzare i costi in sanità e che è il tasso di ospedalizzazione, la media degli ospedali modenesi è 146,72 ogni mille abitanti ed è valutato come soddisfacente (categoria gialla). Ma nel complesso, com’è lo stato di salute della popolazione in provincia di Modena? I ricercatori del Sant’Anna hanno provato a rispondere anche a questo misurando dei valori che includono anche le prestazioni del Policlinico e i cui esiti non sono però incoraggianti. Per la mortalità infantile e per tumori gli esiti sono “scarsi”, eccellenze si riscontrano soltanto nel basso tasso di mortalità per malattie circolatorie, mentre per stili di vita e mortalità per suicidi i valori sono nella media, con campanelli di allarme per obesità e sovrappeso (45,80%) e bevitori a rischio (23%).
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