Modena al top nella classifica tra cultura ed economia
Se analizziamo Modena utilizzando i parametri della bellezza e della cultura incrociate con l’innovazione tecnologica e la produzione culturale la situazione ha aspetti positivi di notevole...
Se analizziamo Modena utilizzando i parametri della bellezza e della cultura incrociate con l’innovazione tecnologica e la produzione culturale la situazione ha aspetti positivi di notevole importanza.
I numeri sotto la Ghirlandina hanno infatti un impatto positivo soprattutto se incrociamo la cultura e il mondo produttivo presente in tante associazioni e strutture pubbliche e private. A raccontare questo aspetto è il rapporto “Io sono cultura - 2016. L'Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” da poco pubblicato dalla Fondazione specializzata Symbola in collaborazione con Unioncamere. Un argomento non banale tenuto conto che il sistema produttivo culturale e creativo italiano (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive, nuove produzioni) produce il 6,1% del Pil dell'Italia, circa 90 miliardi di euro l'anno. L'effetto moltiplicatore, ossia quanto viene rivalutato un euro investito in questi settori, è buono essendo pari a 1,8 euro. E qui c'è un primo dato positivo di Modena: al Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo ogni euro investito ne produce circa 3,5 con un dato dunque quasi doppio rispetto alla media italiana. Se prendiamo l'indicatore del “valore aggiunto” che la cultura offre a chi viene in visita sotto la Ghirlandina la nostra città arriva a un lusinghiero settimo posto nazionale che diventa addirittura sesto se si passa ad analizzare l’entità dell’occupazione. In queste due classifiche abbiamo davanti città non paragonabili alle nostre per valore storico e monumenti come Roma, Torino, Siena, Firenze. «Tra i principali centri metropolitani - spiega il rapporto Symbola - si inseriscono alcune eccellenze distrettuali fortemente orientate ai mercati esteri quali Arezzo, Modena, Reggio Emilia e Pesaro-Urbino. Si tratta di territori il cui ricorso alle professioni artigianali, che valorizzano l’estro creativo del made in Italy, appare centrale nello sviluppo economico locale. Il peso della cultura sull’economia locale, infatti, nel giro di soli cinque anni, cresce ad Aosta, Modena, Cagliari, Ancona e Arezzo, tutte capaci di accrescere la quota di valore aggiunto sull'economia di oltre mezzo punto percentuale tra il 2011 e il 2015. Aosta, Cagliari e Ancona devono tale performance alla dinamica del core culturale mentre Arezzo e Modena sembrano accrescere il loro orientamento verso le creative driven».
Numeri anche qui di tutto rispetto per Modena, visto che la crescita del ruolo del sistema produttivo culturale e creativo tra 2011 e 2015 è un più 0,8%. Inoltre nella produzione di beni culturali la nostra città è prima in Italia con un più 0,51%. Tutti questi risultati sono anche il frutto dell'uso massiccio dei social network, una novità recente nell’ambito culturale.
I primi risultati pongono al primo posto nell’apprezzamento social la Galleria Nazionale dell'Umbria, diretta dall'ex direttore della Civica Marco Pierini, e la Galleria Estense di Modena. (s.l.)
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