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la Finanza gli blocca due locali

Movida in Riviera: modenese nei guai

Movida in Riviera: modenese nei guai

La Guardia di Finanza blocca i balli al Prince di Riccione e al Bobo di Misano, due locali che sono gestiti da un modenese, il 42enne G.D., residente nella nostra città ma di fatto domiciliato a...

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La Guardia di Finanza blocca i balli al Prince di Riccione e al Bobo di Misano, due locali che sono gestiti da un modenese, il 42enne G.D., residente nella nostra città ma di fatto domiciliato a Rimini, conosciuto da parecchio tempo nel’ambiente dei locali e della movida della riviera.

La Guardia di Finanza di Rimini ha recentemente effettuato l’operazione Summer Nights per controllare in questo periodo di grande attività i locali tra Rimini e Riccione e ha rilevato nei confronti del modenese una serie di illeciti amministrativi e penali. Le Fiamme gialle hanno effettuato accurati controlli in alcuni locali della zona circa l’impiego del personale: in uno di questi, il Bobo, che si trova a Misano Adriatico e che è gestito dal 42enne modenese, i finanzieri hanno evidenziato una situazione di sostanziale irregolarità contributiva. Sono state individuate sette persone (ballerine, vocalist e dj) che lavoravano nel locale completamente in nero e verbalizzate sanzioni che vanno da un minimo di 12mila 250 euro a un massimo di 24mila 500 euro. Viste le irregolarità, come avviene in questi casi, la Finanza ha proposto alla Direzione Territoriale del Lavoro la sospensione dell’attività imprenditoriale in attesa che il gestore sani la situazione, pagando sanzioni e regolarizzando il personale. Il provvedimento di sospensione è stato eseguito dalla stessa Finanza di Rimini insieme ai funzionari della Dtl. Ma i guai per il modenese non sono tutti qui. Dal maggio del 2014 sino al febbraio di quest’anno, in quattro locali gestiti dal 42enne, la Finanza aveva riscontrato il mancato pagamento alla Siae dei diritti relativi a spettacoli musicali per un ammontare di 63mila euro. Il Pm che indaga sul caso ha chiesto e ottenuto dal Gip un decreto di sequestro preventivo delle apparecchiature utilizzate per la diffusione della musica: in tre non era più possibile intervenire perchè la gestione era nel frattempo cambiata. A finire sotto sequestro, quindi, sono stati gli impianti audio del Prince di Riccione.

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