Scarti di plastica italiani saranno smaltiti a Finale
Ecogeri chiede di trattare al polo industriale di Canaletto i rifiuti di imballaggi. Poi c’è il nuovo maxiampliamento della discarica, ma il Consiglio per ora dice no
FINALE. Chiusa un’emergenza ambientale - con l’incendio alla Ecobloks ci si trova a quota tre episodi preoccupanti in un paio di settimane - se ne apre un’altra, anzi due. Perché “il polo pattumiera” continua ad attrarre interessi e speculazioni sui rifiuti tra chi li vuole bruciare, chi punta a smaltirli e chi pensa a stoccarli. Tutto, ovviamente, con una stella polare: il business economico.
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Al polo industriale, ad esempio, Ecogeri ha intenzione di riattivare un impianto di gestione di rifiuti speciali non pericolosi. L’impianto era stato chiuso dopo il sisma, ma ora in via Napoli si intende smaltire e recuperare in prevalenza rifiuti d’imballaggi in plastica provenienti dal circuito di raccolta differenziata del consorzio nazionale Corepla, da altre attività di gestione rifiuti, da attività produttive e da raccolta differenziata. È stata attivata una procedura di Valutazione di impatto ambientale, ci saranno 60 giorni per presentare osservazioni, ma nonostante le comunicazioni ufficiali non è possibile ancora trovare alcunché sui siti istituzionali che si occupano del procedimento.
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Discorso diverso, invece, vale per la discarica di via Comunale Rovere. Si è infatti giunti alla stretta finale sul progetto di maxi ampliamento proposto da Feronia, società della galassia Hera. Il 15 settembre la Conferenza dei servizi dovrà esprimere un parere definitivo sul piano che punta a quadruplicare lo stoccaggio di rifiuti. «Ampliamento abnorme e abominevole - ha tuonato l’assessore all’Ambiente Gianluca Borgatti - Noi puntiamo ad andare a quella riunione con un documento del Consiglio comunale che si oppone, se le minoranze vogliono seguirci.. La questione ambientale è etica, ci scontreremo, e vale sia per Hera che per Enel Green Power, contro dei colossi, sarà una sfida tra Davide e Golia. Mi chiedo se abbiamo qualche possibilità di uscirne vincitori, ma ci proveremo».
L’appello di Borgatti non cade nel vuoto e tutte le opposizioni rispondono presente. Sinistra Civica, con Stefano Lugli e i 5 Stelle Andrea Pavani e Mattia Veronesi sono stati alleati con l’attuale maggioranza nelle battaglie ambientali dell’era Ferioli e quindi la disponibilità al fronte comune era piuttosto scontata. Cosa diversa per la civica di Elena Terzi e il Pd di Andrea Ratti, che però offrono subito sostegno anche perché lo stesso Ferioli aveva detto no. «Ce lo chiedete e noi ve lo diamo - dice Pierpaolo Salino - ma fateci lavorare insieme e convocate le Commissioni». (fd)
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