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la visita del garante

Carcere: «C’è alta tensione tra direzione e penitenziaria»

Condizioni di lavoro inadeguate, carenza di organico ed episodi violenti e aggressioni da parte di detenuti. Questi i motivi per cui si è radicalizzata la protesta dei sindacati della polizia...

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Condizioni di lavoro inadeguate, carenza di organico ed episodi violenti e aggressioni da parte di detenuti. Questi i motivi per cui si è radicalizzata la protesta dei sindacati della polizia penitenziaria del carcere di Modena, che da oltre 20 giorni non consumano i pasti della mensa. A riportarlo è Desi Bruno, garante regionale delle persone private della libertà personale, che si è recata al Sant’Anna per parlare con i detenuti e incontrare la direttrice, Rosa Alba Casella, e il comandate di reparto della polizia penitenziaria, Mauro Pellegrino. Come rileva Bruno «A partire da maggio, dopo la riapertura della settima e ottava sezione, c'è stata l'assegnazione, nella struttura modenese, di detenuti allontanati da altre carceri per ragioni di sicurezza, e di detenuti con disagio psichico. Fattori che hanno contribuito a far crescere la tensione nel carcere», anche se, puntualizza la garante, «secondo quanto riferito dalla direzione, i dati relativi al numero di eventi critici e alla carenza di organico sono in linea con il trend regionale». Bruno si rammarica per «la durezza dello scontro, che mette in evidenza difficoltà di comunicazione fra gli attori coinvolti, in un carcere ben inserito nel contesto cittadino e che era stato all'avanguardia a livello nazionale. L'auspicio è che la situazione possa presto ricomporsi».

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