Modena, il sofferto rifiuto di una docente
Un insegnante di Paolo del Colle, dopo altri trasferimenti, rifiuta per quest'anno scolastico di venire a Modena. E per spiegare la sua posizione ha scritto direttamente al ministro. Nella sua condizioni decine di migliaia di insegnanti che sperano nelle scelte degli ex Provveditorati, come l'anno scorso, per restare nella stessa sede
MODENA. “Caro ministro, non ci sto. Così non posso andare avanti”. Il rifiuto della docente di Palo del Colle (Bari) per il trasferimento a Modena sta diventando un caso. Ha scritto una lettera aperta ed è stata intervistata da Repubblica Bari in cui spiega, punto per punto, le ragioni per cui il trasferimento nella nostra provincia, lasciando a casa la figlia di sei anni e il marito, non è giusto.
Una settimana di notti insonni in attesa della mail da Roma. "Gentilissima Francesca Panebianco, Le confermiamo la destinazione Modena, ambito 010". In pochi minuti la frenetica ricerca sul sito del ministero dell'Istruzione per scoprire di dover fare i bagagli verso una delle 19 scuole da scegliere nell'hinterland emiliano.
"Ma io non ho alcuna intenzione di partire", scuote la testa l'insegnante barese. Due lauree, una figlia di sei anni, sei anni di vita a Pavia e poi la scelta di tornare a casa a Palo del Colle. "Con mio marito abbiamo deciso di riavvicinarci ai nostri affetti – racconta – e ora dovrei costringere mia figlia a un nuovo cambiamento: è impensabile". Lo scorso anno la domanda per la stabilizzazione con la 'Buona scuola'. Prima destinazione, per ironia della sorte, proprio Pavia. "Sono riuscita a rimanere qui con la deroga di un anno per il sostegno, ho fatto richiesta di trasferimento e ora mi assegnano Modena".
Stessa sorte per un terzo dei neoassunti pugliesi alle elementari, stando ai calcoli della Cisl. La speranza è tutta riposta negli Uffici scolastici provinciali e regionali, affinché replichino l'operazione massiccia di deroghe dello scorso anno
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