Modena, in Piazza Grande l’inno di Mameli diventa multietnico
L’inno di Mameli cantato da immigrati in Piazza Grande può servire per presentare la processione del Cristo Pellegrino. Il gruppo arriverà venerdì prossimo sul Cimone con don Erio Castellucci ora in Polonia. L'innon nazionanale visto come un momento di fratellanza e identità nazionale come spiega Daniele Giovanardi
MODENA. «Fratelli d’Italia, i pellegrini son desti (ma pochi)». L’inno di Mameli può servire per presentare la processione del Cristo Pellegrino. Il gruppo arriverà venerdì prossimo sul Cimone con l'arcivescovo don Erio Castellucci. Il vescovo è ancora in Polonia per la Giornata Mondiale della Gioventù.
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Il messaggio è veicolato da uno striscione: “Siamo fratelli e sorelle”. «Non abbiamo scritto tutti - ha spiegato Daniele Giovanardi, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri - perché intendiamo coloro che rispettano i nostri valori». Basta guardare il colore della pelle dei presenti mentre cantano l’inno nazionale per avere una conferma diretta. «Modena è una città accogliente - ha garantito Reginald Ihebom, rappresentante della comunità nigeriana - si sente avverte un senso di fratellanza». Un sentimento che vale come carburante di pace in un motore inceppato da tante guerre. «Sono d’accordo con le parole di Papa Francesco - aggiunge - quando spiega che non c’è una guerra di religione. Quando ero in Nigeria ho avuto da cattolico la possibilità di studiare in un istituto islamico. I terroristi a volte sono giovani che non sanno nulla di religione».
«Anche a Modena c’è più bisogno di pace - ha ripreso Mario Villanueva, rappresentante della comunità filippina - Dobbiamo continuare a essere cristiani e misericordiosi». Il messaggio dell’amore si ritrova nelle parole del Vangelo di S.Giovanni. «Il primo passo è accorgerci dell’altro - ha spiegato nell’omelia don Orfeo Cavallini - e vederlo come un dono, non come un problema. L’amore di Dio è gratuito: si ama perché vale la pena di amare». Per il parroco del Duomo la missione è possibile.
«Se noi cristiani vivessimo l’amore con fede autentica la guerra sarebbe impossibile - ha specificato don Orfeo - L’amore è più forte della morte». Gli esempi si trovano nel Cristo Pellegrino, nella Madonna della Neve che si celebrerà venerdì prossimo, nei santi.
Il percorso dei pellegrini è partito da Bomporto e Bastiglia. «Sono due comunità che si stanno riprendendo», ha riconosciuto Antonio Padula, presidente dell’Anc di Sassuolo, organizzatrice della manifestazione.
Gabriele Farina
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