«Signora, c’è una rapina» Lei dà i soldi ed è truffata
A Finale un’anziana raggirata da un finto carabiniere che se ne va con 200 euro Tecnica del gas per colpire una donna di Mirandola che “consegna” 3mila euro
Altre due truffe nella Bassa, con le persone anziane nuovamente nel mirino dei banditi. Non bastano le operazioni di sensibilizzazione, fatte anche dal pulpito della chiesa da parte delle forze dell’ordine, per evitare raggiri a volte inconcepibili nelle modalità e bloccare quella che ormai è un’emergenza.
A Reno Finalese, giovedì all’ora di pranzo, è andata in scena un’operazione inedita nel territorio. Alla porta di un’anziana ha citofonato un ragazzo di circa 30 anni, abbronzato e che parlava correttamente in italiano. In testa portava un cappellino di baseball con sopra scritto “carabinieri”. Evidentemente è bastato per tranquillizzare la vittima, che è caduta nella trappola. «Signora - le ha detto - nei giorni scorsi c’è stata una rapina nel Bolognese, qui vicino. Mi deve far vedere i numeri di matricola delle banconote che tiene in casa. Devo controllare che non siano i soldi rubati». La donna, intimorita di fronte al carabiniere, ha consegnato 200 euro. Con una scusa lui si è dileguato e il raggiro si è concluso con la chiamata ai veri carabinieri, che per l’ennesima volta, mettono in guardia dai rischi: le perquisizioni domiciliari vengono fatte sempre con il supporto di un auto di servizio e i militari girano sempre in coppia, mai da soli. In caso di dubbio è sempre meglio contattare il numero d’emergenza 112.
Discorso analogo vale anche per i sedicenti controllori dei contatori, che stavolta hanno colpito a Mirandola, in via per San Felice. In due si sono presentati come tecnici intervenuti in seguito ad una finta fuga di gas, che avrebbe messo in pericolo l’anziana vittima. «E per evitare problemi, signora - le hanno suggerito - prenda soldi e oggetti di valore e li metta in una sporta, in un posto sicuro». Suggerimento raccolto come da manuale e mentre un truffatore metteva in scena il falso controllo, l’altro si impossessava di beni per circa 3mila euro. Sull’accaduto indaga la polizia, che al pari dei carabinieri sta continuando le operazioni di sensibilizzazione. Al riguardo arrivano anche le raccomandazione di Enel: «Pretendere sempre l'esibizione del tesserino di riconoscimento: tutti i dipendenti Enel sono in possesso di un tesserino plastificato con logo aziendale, foto e dati di riconoscimento, al pari degli agenti specializzati di Enel Energia che presentano a domicilio le offerte; non accettare nessuna transazione economica a domicilio: nessuna forma di riscossione o restituzione di denaro viene effettuata a domicilio; non autorizzare verifiche sui contatori: Enel ricorda che in situazioni di pericolo imminenti a persone o cose, i tecnici non andrebbero a casa di privati ma interverrebbero direttamente sugli impianti dell’azienda».
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