«Spezzare la Biblioteca Estense? Follia»
L’Associazione italiana dei bibliotecari interviene duramente contro il progetto di smembramento
L'associazione italiana biblioteche (Aib) che in Italia rappresenta i bibliotecari definisce «Folle l'idea folle di spezzare la Biblioteca Estense in due: la parte più antica e rilevante dal punto di vista storico e artistico rimarrebbe nella attuale collocazione di Palazzo dei Musei, mentre i cosiddetti materiali moderni, circa 240mila volumi, sarebbero collocati nella nuova sede dell'ex-ospedale Sant'Agostino».
Un'altra tegola, dunque, sul progetto intorno al quale si sta ragionando dopo che la direttrice di Galleria e Biblioteca Estense Martina Bagnoli ha annunciato di non voler più trasferire il patrimonio.
Così divengono inutili le due torri dell'archistar Gae Aulenti che dovevano servire a conservare 800mila volumi dell'Estense. Insomma l'imminente conferenza dei servizi dove si discuterà il progetto da 62 milioni di euro del restauro e trasformazione dell'ex ospedale sarà delicata anche perché la Fondazione Cassa di risparmio proprietaria del S.Agostino non si è certo scagliata contro la direttrice. Mentre il Comune nelle settimane scorse aveva addirittura lasciato trapelare l'idea di entrare in conferenza con il "vecchio" progetto con le torri ancora come simbolo.
Ora l'Aib in una nota dichiara di essere contro l'idea della Bagnoli: «A Modena si vuole smembrare la conoscenza, ma i libri non sono cimeli museali. L'Aib esprime forte preoccupazione in merito al progetto: siamo felici che si facciano investimenti così cospicui per restauri di edifici storici e per le biblioteche, ma il problema è come spendere questi soldi. Il progetto originario prevedeva lo spostamento della Biblioteca Estense, una delle più importanti biblioteche statali italiane con circa un milione di pezzi tra volumi, manoscritti, codici, carte geografiche, dal Palazzo dei Musei al vicinissimo comparto del Sant'Agostino. Accantonata per ora l'idea, che aveva sollevato forti polemiche e questioni anche giudiziarie, di realizzare due torri di vetro librarie per la conservazione e la movimentazione dell'ingente patrimonio della Biblioteca».
«Ma spezzare l'Estense - conclude la nota dell’Aib - è una prospettiva che sottende una percezione distorta delle biblioteche storiche quali custodi di tesori librari da esporre come oggetti museali. La Biblioteca Estense non raccoglie solo materiali estensi, ma ha continuato negli ultimi duecento anni, a operare acquisti, ricevere donazioni, acquisire volumi antichi e moderni, non estensi ma altrettanto importanti dal punto di vista storico-culturale. Ecco perché qualsiasi operazione di smembramento del patrimonio librario è scorretta e non risponde alle esigenze dei patrimoni e degli utenti». (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
