Suor Roberta: «Qui la misericordia ci può trasformare»
Dalla comunità di Casa Famiglia al viaggio coi ragazzi: «L’accoglienza è uno dei doni grandi di questa esperienza»
CRACOVIA. Ci si avvia verso il gran finale della Gmg di Cracovia. Tra i pellegrini cresce la stanchezza fisica, ma cresce anche l'entusiasmo per una esperienza che sta regalando momenti di gioia e crescita unici. L'incontro con il Papa è stato per tutti bello ma anche faticoso: tanti i chilometri percorsi a piedi sotto la pioggia o schiacciati nei tram stipati di gente. Alcuni pullman di pellegrini, partiti alle 13 per Cracovia, hanno fatto ritorno a casa dopo le 2 di notte. E così, per il venerdì, si è deciso di evitare il caos di Cracovia e di recitare la Via Crucis fra modenesi, a Zakopane.
Nei 771 giovani della diocesi, oltre al vescovo Erio e a una ventina di sacerdoti, sono presenti anche alcune religiose. Tra queste anche Suor Roberta Valeri, giovane appartenente alle Adoratrici del Santissimo Sacramento che a Modena lavora a Casa Famiglia, nella scuola dell’infanzia.
Come sta andando questa Gmg?
«L’esperienza della Gmg sta andando al meglio. Certamente, come in ogni Gmg c'è la parte della fatica fisica, ma viene superata grazie alla gioia dello stare insieme, del cercare insieme il Signore, del condividere ciò che di bello e profondo ogni giorno ci viene donato. E non manca l'allegria del canto e dei cori che coinvolgono tutto il gruppo e la folla in cui a volte ci si trova immersi a camminare. Naturalmente uno dei doni più grandi viene dall'accogliere e vivere in pienezza i momenti di incontro col Signore, con lo sguardo aperto a riconoscerne la presenza in chi nel cammino ti trovi accanto».
L’accoglienza di questi giorni è stata molto, qualcosa di superiore anche alle passate Gmg.
«Complimenti alla Polonia per l'organizzazione e l'attenzione all'accoglienza. Sia nel gemellaggio a Wroclaw sia ora si respira davvero un’aria di casa. I polacchi ci hanno aperto le porte con tanta disponibilità e gioia. Non saprei fare un confronto con le altre Gmg, ma certamente in questa la parola “casa” è una parola chiave».
Oltre alla sua esperienza in prima persona, sta accompagnando in Polonia anche diversi giovani: con loro come va?
«Questa Gmg è per me la prima da educatrice di qualcuno più piccolo e non solo una Gmg “per me”. Anche in questo il Signore mi sta donando di cogliere davvero la ricchezza che può scaturire se da lui ci lasciamo trasformare, condurre, illuminare. I ragazzi, con la loro allegria, i loro desideri e le loro domande, tengono vivo il desiderio di cercare il Signore sempre. E poi ti interpellano e invitano ad uscire ogni giorno da te e vivere la vita come dono nelle mani di Dio. Vorrei fare i complimenti ai ragazzi per come giorno dopo giorno, nonostante la provenienza da diverse parrocchie, nel nostro pullman stiamo diventando davvero un gruppo gioioso e unito».
Cosa ti porterai a casa da questi giorni?
«Premesso che manca ancora da vivere la veglia e due giorni intensi con papa Francesco, da questa Gmg certamente porto a casa, ancora una volta, la certezza che il Signore c'è, vivo in mezzo a noi. E che ogni giorno ha qualcosa di bello da dire a ciascuno per farlo vivere sempre più in pienezza la vita. Lui non ci lascia davvero mai soli. E per il cammino di juniorato che sto vivendo, porto a casa anche la certezza di confidare sempre in Gesù. E ancora da questo pellegrinaggio torno a casa avendo la certezza e la conferma di quanto grande, gratuita e preziosa sia la misericordia di Dio, una misericordia che, se accolta nel cuore, ci trasforma in strumenti capaci di colmare di lei anche i fratelli. Detto con una frase del vescovo Erio, “la misericordia si fabbrica nel cuore di Dio e possiamo darla se prima l'abbiamo ricevuta”».
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